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Badanti in corsa alla prefettura

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In città sono 14 mila le straniere impegnate come badanti e colf che hanno diritto alla rego­larizzazione e non l’hanno otte­nuta.
Infatti da un anno e mezzo le pratiche di queste donne sono bloccate in prefettura.
Ma, dopo il varo del pacchetto sicurezza che ha introdotto il reato di clandestinità, ecco la svolta:
Poichè ci sono tantissime famiglie in Italia che rischiano di essere denunciate per il reato di favoreggiamento all’immigrazione clandestina, nei prossi­mi giorni, con la «sanato­ria » appena decisa dal governo, si comincerà a smaltire le pratiche in soffitta, e a regolarizzare come minimo 300 mila badanti e colf.

Quella che segue è la bozza della regolarizzazione per colf e badanti preparata dal governo. É un testo provvisorio su cui si sta ancora lavorando e che quindi potrà subire delle modifiche prima di essere presentato in Parlamento.

Articolo 1

1. Il datore di lavoro italiano o cittadino di Paese appartenente all’Unione Europea, che alla data del 30 giugno 2009 occupava irregolarmente alle proprie dipendenze, da almeno tre mesi, lavoratori italiani o cittadini appartenenti all’Unione Europea ovvero lavoratori exracomunitari, e continua ad occuparli alla data di presentazione della denuncia di cui al presente comma, adibendoli ad attività di assistenza per se stesso o per componenti della propria famiglia, affetti da patologie o handicap che ne limitano l’autosufficienza, ovvero al lavoro domestico di sostegno al bisogno familiare, può denunciare, dal 1 al 30 settembre 2009, la sussistenza del rapporto di lavoro:

a) all’Istituto Nazionale Previdenza Sociale il lavoratore italiano o il cittadino di Paese appartenente all’Unione Europea, mediante apposita modulistica;

b) allo sportello unico per l’immigrazione di cui all’articolo 22 del decreto legislativo 25 luglio 1998, n.

286, il lavoratore extracomunitario mediante apposita dichiarazione di cui al comma 3.

Inoltre, al momento della denuncia del rapporto di lavoro irregolare, è previsto un pagamento pari a 500,00 euro, come dice l’articolo qui di seguito:

2. La denuncia di cui al comma 1 è presentata previo pagamento di un contributo forfetario di 500 euro per ciascun lavoratore.

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