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Expo 2015: dopo il vertice Moratti-Formigoni ad Arcore forse si parte davvero. Ma senza Paolo Glisenti

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Un do ut des pesantissimo quello che ieri sera durante un incontro privatissimo ad Arcore Silvio Berlusconi ha messo davanti a Letizia Moratti e Roberto Formigoni: soldi e nessun commissario da Roma (allontanato il pericolo Castelli di cui parlavamo ieri) in cambio di un prezzo molto salato, per lo meno per Letizia.

Berlusconi ha chiesto il definitivo passo indietro di Paolo Glisenti sull'Expo. A Villa San Martino erano presenti altri attori chiave che scrivono e sottoscrivono l'idea del premier, come il sottosegretario Gianni Letta, i ministri Umberto Bossi (la Lega già aveva suggerito il passo indietro di Glisenti per il bene dell'evento), Giulio Tremonti (il portafoglio dell'Expo), Ignazio La Russa.

Non lo vuole praticamente nessuno Glisenti, altrimenti non avrebbero temporeggiato così tanto per nominarlo, o no?

La Moratti pare sia riuscita a trovare un punto d'incontro dopo i mesi tormentati da polemiche e scontri

"Abbiamo raggiunto una larga intesa con tutte le forze politiche per rafforzare il progetto Expo per Milano, la Lombardia e il Paese"

Così Formigoni

"Siamo molto soddisfatti perchè adesso si può dire che l'Expo è partito, siamo stati come dei meccanici che questa sera hanno fatto il tagliando a un motore che adesso ha forza e benzina.

Saremo pronti per il 2015 e questa sera abbiamo ribadito che non c'è alcuna necessità di ridimensionare il progetto"

Insomma: se l'Expo è la chiave per uscire dalla crisi, con i suoi posti di lavoro, le infrastrutture, varie ed eventuali, diamoci-una-mossa.

E, per una volta, decidiamoci a fare un efficace lavoro di squadra piuttosto che far prevalere gli interessi personali. Discorso che non vale solo per il braccio destro del sindaco (che ora non sarà più amministratore delegato della società di gestione).

Il nuovo amministratore delegato dovrà essere un uomo di fiducia del Comune e della Moratti

"È stato dato mandato al presidente Berlusconi e a me in stretta collaborazione con il presidente Formigoni, con le altre istituzioni come la Provincia, di verificare quelle che possono essere eventuali modifiche per garantire l'avvio più rapido della società che dovrà gestire l'Expo con un percorso più agevole per l'organizzazione dell'evento"

Tra le modifiche appunto c'è il sacrificio di Glisenti.

In favore di Bruno Ermolli o Lucio Stanca, secondo le ultime indiscrezioni del toto-nomine.

Lo Stato stanzierà un miliardo e 400 milioni di euro e per le opere connesse un miliardo e 880 milioni di euro. Siamo pronti a partire quindi. Allontanando il pericolo del commissariamento.

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