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Nuovo diktat di Giulio Tremonti: a rischio 170 milioni di euro di investimenti e la linea 4 della metrò

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Tira un'aria proprio brutta per il Comune: quatta quatta è arrivata la nuova circolare del ministero del Tesoro che mette a rischio gli investimenti da un minimo di 125 milioni a un massimo di 170 milioni di euro.

Non ci voleva proprio, ci sono un sacco di progetti che aspettano ancora di partire e che contavano proprio su quelle cifre: come spiega il Corriere in ballo ci sono i 125 milioni di euro del fondo immobiliare creato dal Comune per valorizzare il proprio patrimonio edilizio.

135 milioni sono già stati incassati e investiti e ne restano 125.

Il Comune ogni anno spende circa 500 milioni e quindi quella cifra corrisponde a un quarto delle spese.

Insomma: Giulio Tremonti fa scegliere a Palazzo Marino se sforare il Patto di Stabilità (considerando penali e diminuzione dei trasferimenti) o rinunciare agli investimenti che derivano dalla vendita del patrimonio immobiliare. Si stabilisce che i proventi della vendita del patrimonio mobiliare non potranno essere spesi in deroga al Patto e che i dividendi straordinari delle società ex municipalizzate non potranno essere spesi in deroga al Patto di Stabilità sul capitolo investimenti.

In parole povere: a rischio la linea 4 della metropolitana, già fortemente penalizzata, e la vendita del pacchetto di quote in Serravalle e della Serenissima (300 milioni di euro).

I cantieri della linea 4 dovevano partire l'anno scorso, ma sono stati rinviati al primo semestre 2009 (di conseguenza partiranno ancora più avanti). Il Comune non ha ancora costituito la società di controllo anche se gli scavi archeologici sono conclusi. Il progetto si estende in due tratte.

La prima tratta consta in tredici stazioni da San Cristoforo al Policlinico e ci sono tutti i soldi (790 milioni). Ma mancano i 910 milioni per le altre otto fermate da Lorenteggio a Linate.

Dura la reazione della giunta: l'assessore Gianni Verga ha commentato

"È una circolare in piena contraddizione con la legge triennale del governo. In quel caso, si spingeva i Comuni a valorizzare il proprio patrimonio immobiliare. Adesso, ci vengono a dire il contrario: che non possiamo usare quei fondi per gli investimenti.

Soprattutto in un momento di crisi come questo dove ogni opportunità di sviluppo andrebbe ricercata e perseguita"

Bruno Simini si unisce alle proteste

"L'auspicio è che per i comuni virtuosi venga lasciata la possibilità di investire perché la città ne ha bisogno. Va bene il rigore, ma va bene dove si deve rientrare con i conti. Non bisogna penalizzare i comuni virtuosi con i conti a posto e che necessitano di nuovi investimenti"

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