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Milano perde l'Expo e la faccia? A Parigi c'è fermento

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Ecco la situazione attuale illustrata senza peli sulla lingua su Dagospia. Facciamo sempre figure incredibili all'estero. Ma anche in Italia.

A Parigi c'è un uomo con un passato diplomatico che in questo momento è terribilmente incazzato. Si chiama Jean-Pierre Lafon e dal novembre 2007 è presidente del Bie (Bureau International des Expositions) l'organismo che ha assegnato a Milano l'Expo 2015.

Dall'Italia continuano a non arrivare notizie precise sul decreto che riguarda la società di gestione dell'Expo e agli occhi del signor Lafon e dei 154 Paesi che hanno votato per Milano, l'atteggiamento del Governo è semplicemente scandaloso.

Sembra incredibile ma questa è l'ennesimo teatrino consumato sulla scena di una politica che tende ad arraffare le poltrone, uno spettacolo così disgustoso che perfino un uomo dal pelo lungo sullo stomaco come Berlusconi, non vuole sentirne parlare.

La patata bollente è nelle mani del solito Gianni Letta che passerà alla storia come Padre Pio per le stimmate che gli procurano i dossier dolorosi di Palazzo Chigi. Paradossalmente in questa Milano litigiosa e provinciale che vuole esibirsi tra 7 anni agli occhi del mondo, anche il sindaco Letizia Moratti di Rivombrosa fa la parte dell'offesa e si permette il lusso di attribuire a Giulietto Tremonti le colpe del ritardo.


In realtà è stata lei con l'assurda impuntatura su Paolo Glisenti ad amministratore unico della società per l'Expo, a innescare l'immenso casino che fa ridere l'universo. Invece di parlare a cuor leggero donna Letizia dovrebbe tapparsi la bocca e preparare le risposte che dovrà dare il 2 dicembre quando a Parigi il signor Lafon e gli altri membri del Bie le diranno a muso duro che senza il decreto sui soldi e sulla governance Milano perderà l'Expo.

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