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Ziggy's paper, video-intervista all'autrice dei diari di David Bowie

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Erano gli anni '70. Spopolava la musica glam rock e lui era un mito. Tanto che la rivista americana per teenagers Mirabelle gli chiese di tenere una rubrica settimanale sulla sua vita. Ma David Bowie,all'epoca, era troppo impegnato a fare la star sesso, droga&rock 'n' roll.

La colonna usciva puntuale, comunque, tutte le settimane, grazie all'eclettica press agent dell'artista, l'esplosiva Cherry Vanilla.

Ziggy's Paper. David Bowie: lettere ai fan 1973-1975 è un testo sospeso tra finizione e realtà, che racconta curiosità su quella che è stata la vita e il lavoro di due grandi personaggi. E "Keep Glamourous!!" (frase tanto amata dal Duca Bianco) è stata la serata adatta per presentare il libro in Italia.

Colpo gobbo della casa editrice No Reply che si è aggiudicata i diritti di traduzione della raccolta e ha organizzato la festa de 22 maggio al Goganga, insieme al fan club italiano Velvet Goldmine.

Musica dal vivo tributo a Bowie, ospiti di eccezione, come Andy dei Bluvertigo, Garbo e Marco Rovelli, conditi da video rarità di quegli anni memorabili.

Signore e signori ecco a voi Cherry Vanilla!

Breve riassunto dell'intervista:

D: In un minuto,dimmi che cosa pensi di questo libro.

R: Lo adoro, in tutto e per tutto, dalla copertina che trovo fantastica a tutto il lavoro che c'è stato dietro. Ringrazio tantissimo chi ha lavorato con me e ha organizzato la presentazione, non mi sembra possibile…e invece è tutto vero!

D: Da dove viene l'idea di Ziggy's Papers?

R: Dal '74 al '78 la rivista Mrabelle chiese a Bowie di scrivere una rubrica settimanale sulla sua vita.

Ma Davod era troppo impegnato, così io che all'epoca ero la sua pr ho pensato di poterlo fare al suo posto. La rivista veniva letta per lo più da ragazzine e io non me la sono sentita di raccontare le cose come stavano veramente, con feste, sesso e droga. Sono cresciuta con il mito di Hollywood degli anni '40, dove trapelava solo il bello della vita patinata e ho deciso di fare la stessa cosa con la rubrica, scrivere solo la parte migliore e divertente di David. Non ci sono bugie, solo una realtà modificata.

D:Quando si scoprì che non era Bowie l'autore di questi Diari?

R: Quando tutte le colonne vennero pubblicate su internet da un ragazzo che poi chiese a Bowie se veramente le avesse scritte lui. Fu allora che si scoprì la verità, i diari già da tempo non erano più pubblicati e io non lavoravo più con David. Bowie rispose direttamente al sito con le parole che poi sono diventate la prefazione del libro.

D: E' vero che c'era anche un progetto che avreste dovuto realizzare insieme, dove lui musicava alcune tue poesie?

R: Sì. Ma Bowie si entusiasmava molto facilmente a qualsiasi cosa, solo che poi era difficile che la realizzasse veramente. Per quanto riguarda me, il progetto c'era, una sera ci siamo incontrati a una festa e gli chiesi allora cosa se ne sarebbe fatto. Lui mi disse qualcosa in tedesco…che io non capii…e andò via! Quella fu l'ultima volta che parlai con David Bowie.

D:E la tua autobiografia quando uscirà?

R: In effetti ho ricevuto parecchie pressioni da alcune case editrici. Ho intenzione di scriverla ma non ora che sto lavorando molto, giro per il mondo e mi diverto un sacco!ì

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