Il Salone del Mobile 2026 si è aperto a Rho Fiera con una nutrita rappresentanza politica, 1.900 espositori e messaggi sul valore del Made in Italy e dell'export

Il Salone del Mobile ha tagliato il nastro il 21 aprile 2026 a Rho Fiera, aprendo la 64esima edizione della manifestazione che segna un appuntamento chiave per il mondo dell’arredo e del design. Alla cerimonia hanno partecipato rappresentanti dello Stato e delle istituzioni locali, tra cui il ministro degli Esteri e vicepremier Antonio Tajani, il presidente del Senato Ignazio La Russa, il sindaco di Milano Giuseppe Sala e il presidente della Regione Attilio Fontana.
La premier Giorgia Meloni è arrivata nel primo pomeriggio; in fiera sono presenti 1.900 espositori provenienti da 32 Paesi con una quota estera del 36,6%, segno di una forte proiezione internazionale.
Presenze istituzionali e messaggi chiave
Gli interventi ufficiali hanno puntato sull’importanza dell’evento come vetrina del Made in Italy e strumento di promozione economica. Il sindaco Giuseppe Sala ha rimarcato come il Salone contribuisca alla reputazione di Milano e del Paese, sottolineando il valore dell’integrazione in una città dove oltre il 20% dei residenti non ha passaporto italiano: un elemento che rende necessaria una politica di apertura culturale. Il presidente del Senato Ignazio La Russa ha richiamato l’evento tra i simboli dell’eccellenza italiana, mentre il presidente della Regione Attilio Fontana ha descritto la Lombardia come il motore del sistema legno-arredo.
Riflessioni sul contesto internazionale
Il ministro Antonio Tajani ha riconosciuto le difficoltà generate dalle tensioni geopolitiche ma ha evidenziato come le esportazioni del comparto siano in crescita: un segnale incoraggiante per le imprese. Tajani ha inoltre consegnato al Salone il riconoscimento di “ambasciatore del design italiano nel mondo”, un titolo che mette in luce il ruolo promozionale della manifestazione e la funzione di ponte verso i mercati esteri.
I numeri e le nuove presenze
La 64esima edizione conferma l’ampiezza dell’appuntamento: 1.900 espositori, il 36,6% di presenze straniere e delegazioni da 32 Paesi. Tra i dati di interesse figurano 161 espositori al debutto e il ritorno di marchi storici che erano assenti da anni. Sono attese le Biennali di Bagno e Cucina, che attraggono attenzione per le novità di prodotto e le tendenze dell’abitare, mentre gli operatori guardano con interesse alle opportunità commerciali nascenti nei mercati extraeuropei.
Iniziative e convenzioni
Nel corso della cerimonia è stata firmata una convenzione quadro con FederlegnoArredo per valorizzare ulteriormente il Salone come strumento di promozione internazionale. La manifestazione vede inoltre progetti espositivi curati dal Ministero e dalla Fondazione Fiera Milano: iniziative che mettono a sistema innovazione, creatività e politiche di supporto per le imprese. Questo approccio rafforza la funzione della fiera come infrastruttura strategica per il sistema produttivo.
Il valore economico e la dimensione diplomatica
Più volte richiamato negli interventi è stato il contributo del settore all’export nazionale: dati recenti indicano una crescita delle vendite all’estero che, in un contesto segnato da crisi energetica e conflitti, assume un rilievo particolare. Per il ministro Tajani il design italiano continua a conquistare mercati come la Cina, e si lavora perché iniziative fieristiche all’estero si svolgano in sicurezza, ad esempio nella programmazione verso Riyadh. Il presidente di Fondazione Fiera Milano ha insistito sul ruolo delle fiere come strumenti di diplomazia economica, luoghi dove si costruiscono fiducia e relazioni durature.
In chiusura, la rassegna milanese si presenta come un laboratorio in cui si incontrano imprese, istituzioni e pubblico internazionale: un contesto dove il design non è solo estetica, ma motore di sviluppo e confronto. Con aperture programmate fino al 26 aprile, il Salone resta una piattaforma per cogliere tendenze, consolidare relazioni commerciali e sostenere la reputazione del sistema produttivo italiano nel mondo.





