Materiae cambia il modo di leggere il Fuorisalone, portando al centro la materia come linguaggio e origine di nuovi progetti urbani

Milano si trasforma ogni anno in uno spazio di sperimentazione durante la Design Week, e Materiae si propone come apertura ideale del periodo: una grande mostra-evento che si sviluppa su più luoghi della città e mette la materia al centro delle riflessioni progettuali.
L’appuntamento si svolge dal 20 al 30 aprile 2026 e raccoglie installazioni e collaborazioni tra aziende, studi di architettura e designer, proponendo un itinerario pensato per attraversare il paesaggio urbano.
Accanto al Salone del Mobile.Milano, che nelle aree di Rho Fiera prende il via il 21 aprile con oltre 1900 espositori, il Fuorisalone continua a dimostrare la sua forza come rete. Piattaforma diffusa, Materiae non è solo una mostra da visitare: è un sistema che connette spazi storici, giardini e quartieri emergenti per raccontare come la ricerca sui materiali si traduca in pratiche sostenibili e narrative collettive.
Una piattaforma urbana dedicata alla materia
Materiae si struttura come un percorso che unisce cinque tappe simbolo della città, trasformando la lettura dei materiali in un codice condiviso. L’idea guida è che la materia non sia neutra: portatrice di memoria, responsabile nelle scelte progettuali e risorsa per l’innovazione. Le oltre quaranta installazioni sparse per Milano creano una geografia espositiva che mette in dialogo architettura, tecnologia e ricerca, con interventi firmati da nomi affermati e nuove voci internazionali.
Una piattaforma aperta
Più che una sequenza di oggetti, Materiae propone una mappa esperienziale in cui i luoghi diventano tappe di un racconto. Spazi come l’Università degli Studi di Milano, l’Orto Botanico di Brera, Eataly Smeraldo e il quartiere Isola si popolano di installazioni che oscillano tra padiglioni architettonici, opere sonore e sperimentazioni tecnologiche. Questo approccio consente a visitatori occasionali e operatori del settore di cogliere sia la dimensione estetica sia le implicazioni progettuali legate alla sostenibilità e alla circolarità dei materiali.
La Statale come cuore narrativo della mostra
L’Università degli Studi di Milano assume un ruolo centrale: i cortili storici, a partire dal Cortile d’Onore, si trasformano in un laboratorio a cielo aperto dove la materia diventa architettura e scena. Qui si alternano installazioni monumentali, opere partecipative e progetti che indagano il rapporto tra tecnologia e natura. L’uso di materiali rigenerati, la manipolazione della luce e le strutture modulari segnano un percorso che connette saperi diversi e racconta il futuro del progetto.
Mater e le collaborazioni industriali
Tra gli interventi al centro del cortile spicca Mater di Alessandro Scandurra, realizzata con Holcim Italia: un’opera nata dall’esperienza della ricostruzione, che impiega materie rigenerate per evocare temi di comunità e rigenerazione. Accanto a questa si collocano progetti sostenuti da brand e aziende che interpretano la materia come risorsa strategica: padiglioni in pietra che funzionano come meridiane, strutture leggere che rimandano a imbarcazioni e installazioni luminose che dialogano con la facciata storica dell’ateneo.
Le altre tappe: giardino, cibo, innovazione e città
Il percorso prosegue oltre la Statale. All’Orto Botanico di Brera la materia dialoga con il ciclo naturale: installazioni come il Garden of the Esperides di Annabel Karim Kassar rievocano miti inserendosi con delicatezza nel paesaggio verde. In spazi commerciali come Eataly Smeraldo il discorso si sposta sul quotidiano e sul gesto domestico, con progetti che utilizzano il cibo come linguaggio culturale e simbolico.
Nel quartiere Isola, la facciata dell’Urban Up | Unipol ospita progetti cinetici come Light Our Fire di Studio Azzurro, che mette in scena movimento e energia su una grande superficie. Altre tappe includono l’ex Cortile dell’Ex Seminario Arcivescovile (oggi Hotel Portrait), dove installazioni commissionate da marchi automotive raccontano nuove filosofie del design. Insieme, queste stazioni compongono un itinerario che esplora tecnologia, ambiente e società come elementi integrati nella pratica progettuale contemporanea.
Visitare Materiae significa attraversare una Milano che parla di futuro attraverso ciò che già esiste: materiali, storie e relazioni. L’evento offre spunti concreti su come il design possa contribuire a modelli più sostenibili e inclusivi, proponendo al pubblico un’esperienza che è al tempo stesso visiva, tattile e riflessiva.





