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Intelligenza artificiale nella formazione legale: la Bocconi lancia un progetto innovativo

La Bocconi avvia un programma di collaborazione con Harvey, Legora e Lexroom per integrare l'AI nella formazione giuridica. Un forum internazionale a ottobre discuterà il futuro delle professioni legali.

Intelligenza artificiale nella formazione legale: la Bocconi lancia un progetto innovativo

In un’epoca in cui la tecnologia sta ridefinendo ogni settore, anche il mondo del diritto non può restare immune ai cambiamenti. L’Università Bocconi, con la sua Scuola di Giurisprudenza, ha deciso di affrontare questa sfida con un’iniziativa rivoluzionaria: l’integrazione dell’intelligenza artificiale nei percorsi formativi dei futuri giuristi.

L’obiettivo è chiaro: preparare una nuova generazione di professionisti del diritto capaci di utilizzare queste tecnologie in modo consapevole, critico ed eticamente responsabile. Ma come si traduce tutto ciò nella pratica?

Collaborazioni internazionali per un futuro innovativo

La Bocconi ha stretto accordi con alcune delle principali realtà internazionali specializzate nella Legal AI. Tra queste, spiccano Harvey società statunitense leader nello sviluppo di soluzioni di AI per il settore legale, e Legora azienda svedese specializzata in piattaforme agentiche per l’attività legale.

Grazie a questi accordi, studenti, docenti e ricercatori avranno accesso a piattaforme di intelligenza artificiale progettate specificamente per il lavoro legale. Harvey fornirà strumenti per l’analisi dei contratti, la conformità normativa, il contenzioso e altre attività legali. Legora, invece, apporterà un sistema operativo agentico che supporta gli avvocati nella ricerca, nella revisione e nella redazione di documenti su questioni complesse.

Non manca neppure un occhio di riguardo per il diritto italiano, grazie alla collaborazione con Lexroom una piattaforma italiana che fornirà supporto alle iniziative relative al diritto nazionale. Lexroom sarà coinvolta nei servizi di consulenza legale e nei laboratori di redazione di testi giuridici in lingua italiana, offrendo strumenti per la ricerca giuridica basati su fonti verificate.

Un approccio critico e responsabile all’AI

L’iniziativa della Bocconi non si limita all’adozione di nuovi strumenti digitali. L’obiettivo è formare studenti capaci di usare l’AI con competenzasenso criticoattenzione alle fonticonsapevolezza dei limiti tecnologici e rispetto delle responsabilità professionali.

Pietro Sirena, direttore della Scuola di Giurisprudenza della Bocconi, sottolinea l’importanza di questo approccio: “L’intelligenza artificiale non è un tema accessorio per l’educazione giuridica: è una trasformazione strutturale del modo in cui il diritto verrà praticato nei prossimi anni.” Sirena aggiunge che la responsabilità della scuola è evitare sia l’entusiasmo ingenuo sia il rifiuto difensivo, insegnando agli studenti a usare questi strumenti sapendo verificare le fonti, comprendere i rischi e mantenere saldo il metodo giuridico.

Dirk Hovy, Dean for Digital Transformation della Bocconi, spiega ulteriormente: “Portare l’AI dentro la formazione non significa insegnare agli studenti a delegare il ragionamento alle macchine. Significa esattamente il contrario: renderli più consapevoli di come funzionano questi sistemi, di dove possono essere utili, di dove possono sbagliare e di quali competenze umane diventano ancora più importanti.”

Il forum internazionale di ottobre

Il percorso di innovazione avviato dalla Bocconi avrà una tappa pubblica ad ottobre, con un forum dedicato al futuro dell’educazione giuridica nell’era dell’intelligenza artificiale. La giornata riunirà il mondo accademico, professionale e tecnologico attorno a una domanda centrale: quali competenze deve avere un giurista formato per una professione sempre più abilitata dall’AI?

Il forum affronterà i principali nodi aperti: cosa gli strumenti di legal AI possono e non possono fare; come cambia il lavoro dei giovani giuristi; quali nuove aspettative emergono da studi legali, direzioni legali, tax, audit e compliance; come verificare fonti e output; quali responsabilità professionali derivano dall’uso dell’AI; come governare riservatezza, qualità, rischio e metodo giuridico.

È inoltre prevista una Legal AI Challenge pensata per mostrare concretamente l’uso degli strumenti su un caso legale e per discuterne limiti, validazione, implicazioni etiche e metodologiche.

Con questa iniziativa, la Scuola di Giurisprudenza della Bocconi intende collocarsi tra le realtà europee più attive nella sperimentazione sull’AI applicata al diritto. L’obiettivo è preparare una nuova generazione di giuristi capace di lavorare con strumenti avanzati senza perdere ciò che resta centrale nella professione: rigore metodologico, capacità interpretativa, giudizio critico, responsabilità etica e comprensione del contesto economico, sociale e istituzionale in cui il diritto opera.

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