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Rassegna di danza contemporanea under 30 firmata DANCEHAUSpiù

Una mini rassegna di quattro lavori Under 30 prodotta da DANCEHAUSpiù: tre performance il 23 e 24 Giugno e una il 25 Giugno, tra mito, corpo e società

Rassegna di danza contemporanea under 30 firmata DANCEHAUSpiù

La proposta nasce dall’impegno di DANCEHAUSpiù – Centro Nazionale di Produzione della Danza di Milano per sostenere la scena emergente under 30. In calendario ci sono quattro creazioni inserite nel progetto #YoungDreamers 2026, pensate e interpretate da giovani autori e interpreti che affrontano temi quali identità, mascolinità, memoria e lingua corporea contemporanea. Le serate offrono uno sguardo concentrato su percorsi creativi diversi, accomunati dall’intenzione di mettere in gioco sensibilità personali e domande collettive.

Gli spettacoli si svolgono su due tranche temporali: il 23 e 24 Giugno presentano tre lavori distinti, mentre il 25 Giugno è dedicato a un’ulteriore creazione corale. Ogni pezzo conserva la propria autonomia espressiva ma dialoga idealmente con gli altri, componendo un micro-festival che racconta come la danza contemporanea giovanile interpreti la crisi dei modelli e le nuove traiettorie del corpo in scena.

Il programma di 23 e 24 Giugno

Nelle due serate del 23 e 24 Giugno si alternano tre lavori prodotti da DANCEHAUSpiù e nati all’interno del progetto #YoungDreamers 2026. Cane nero di Sara Pezzolo, con Sara Pezzolo e Maksym Petrashchuk, rilegge il mito di Pentesilea e Achille per interrogare amore, identità e destino, mettendo in scena un duetto archetipico che scava nella tensione tra attrazione e distruzione. Coppia umana 174 x 155 cm, coreografia di Samuele Barbetta con Barbara Allegrezza e Nicolo Castagni, prende ispirazione dai gesti di Egon Schiele per raccontare la febbre degli incontri e la ricerca di una soluzione d’amore alla condizione contemporanea. Infine MAN, creato e interpretato da Alessandro Florio insieme a Maksym Petrashchuk, indaga la costruzione della mascolinità tra posture di potere, pratiche sportive e stereotipi culturali, proponendo una visione della virilità come processo fluido e trasformativo.

Analisi dei temi centrali

Il filo che unisce le tre creazioni del 23 e 24 Giugno è l’attenzione alle contraddizioni dell’umano. In Cane nero il simbolo dell’ombra personale diventa vettore di memoria e dolore, mentre in Coppia umana 174 x 155 cm il riferimento a Schiele traduce in gesti la fragilità e la fisicità dell’epoca. MAN sfida il pubblico a ripensare immagini radicate di forza e controllo: attraverso l’uso di posture atletiche e codici performativi, il lavoro smonta l’idea dell’uomo come identità statica e apre a una pluralità possibile. Questa triade propone una pittura scenica dove il corpo è al tempo stesso paesaggio e strumento di indagine.

Il progetto del 25 Giugno: Meme

Il 25 Giugno è dedicato a Meme, regia di Samuele Barbetta, firmato e interpretato da un collettivo di giovani artisti — Samuele Barbetta, Federico Prendin, Silvia Chieregato, Alice Pinato, Massimo Farina, Elia Fiore e Riccardo Massaro — e prodotto da DANCEHAUSpiù nell’ambito di #YoungDreamers 2026. Meme apre un dialogo sul rapporto fra eventi globali e esperienza individuale, traducendo in linguaggio corporeo il senso di smarrimento, autoprotezione e desiderio di libertà. Il lavoro non pretende soluzioni ma offre una serie di domande e immagini che rimangono sul corpo degli interpreti e nella memoria dello spettatore.

Struttura e linguaggio scenico

Meme costruisce il suo discorso attraverso episodi temporali e spaziali che si intrecciano: destini distanti si toccano mediante il movimento, il ritmo e il confronto diretto. La messa in scena privilegia un linguaggio collettivo, in cui frammenti di quotidiano e figure simboliche convivono per evidenziare paradossi morali e contraddizioni sociali. In questo senso la pièce è un esercizio di umanità che celebra la resistenza del cammino e la rimanenza delle storie individuali nel presente.

Perché vedere questi lavori

Questa mini rassegna emerge come un osservatorio sulla nuova generazione di coreografi e performer: offre al pubblico l’occasione di seguire come temi tradizionali — mito, amore, mascolinità — vengano riletto attraverso codici contemporanei. Vedere queste creazioni significa confrontarsi con proposte sperimentali che mettono in gioco il corpo e la narrazione, avvicinandosi a un teatro-danza che non si limita a rappresentare ma si pone come strumento di domanda. Le date del 23 e 24 Giugno e del 25 Giugno diventano così tappe utili per comprendere le traiettorie future della danza contemporanea prodotta in Italia.

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