La Croce degli Sportivi, realizzata con legni provenienti da tutto il mondo e donata dall'Athletica Vaticana, è stata accolta nella Basilica di San Babila il 29 gennaio come simbolo di fede e accompagnamento per Milano-Cortina 2026

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Nel cuore di Milano, nella Basilica di San Babila, è stata collocata la Croce degli Sportivi, donata dall’Athletica Vaticana. La cerimonia si è svolta il 29 gennaio e ha visto la partecipazione di rappresentanti ecclesiastici e della comunità sportiva. L’Athletica Vaticana, associazione polisportiva ufficiale della Santa Sede, ha motivato la donazione come gesto di sostegno agli atleti in vista delle prossime manifestazioni internazionali.
La croce è stata posta accanto all’altare come segno di accompagnamento spirituale per i praticanti sportivi.
La storia e il significato dell’oggetto
Collocata accanto all’altare, la croce completa l’intento di accompagnamento spirituale rivolto ai praticanti sportivi.
L’opera è realizzata con 15 pezzi di legno provenienti da diverse regioni del mondo. Al centro presenta la sagoma ritagliata del Cristo, elemento che richiama la tradizione iconografica cristiana.
Alla base è inserito un podio a tre livelli, che riporta le parole fede, speranza e amore. Il podio funge da simbolo sintetico dei valori che il progetto intende mettere in relazione con la pratica sportiva.
Il progetto nasce con l’obiettivo di offrire un punto di riferimento spirituale per gli sportivi cristiani e di sottolineare il ruolo dello sport come veicolo di valori universali. L’opera si propone inoltre come elemento di riflessione per i visitatori della basilica.
Origine e prime tappe
L’idea di realizzare una croce pensata appositamente per gli sportivi nacque in occasione delle Olimpiadi di Londra. La proposta emerse dalla comunità cattolica locale e fu affidata a un artigiano per la realizzazione del manufatto.
Il pezzo ricevette successivamente una benedizione papale durante la visita del Pontefice a Londra per la Giornata Mondiale della Gioventù. Tale riconoscimento consolidò la funzione dell’oggetto come segno di accompagnamento spirituale nelle grandi competizioni e di riflessione per i visitatori della basilica.
Un itinerario di giochi: dalle estive alle invernali
La vicenda conferma la funzione della Croce degli Sportivi come segno di accompagnamento spirituale nelle grandi competizioni. Dopo le tappe a Rio, Tokyo e Parigi, l’oggetto ha continuato a essere presente nelle cerimonie e negli spazi di preghiera destinati agli atleti.
In vista delle Olimpiadi e Paralimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026 la croce è stata affidata temporaneamente alla Basilica di San Babila. Rimarrà esposta fino al 15 marzo, giorno conclusivo delle Paralimpiadi, offrendo ai visitatori un’ulteriore occasione di riflessione durante il periodo delle competizioni.
Prossime destinazioni
Dopo la presenza prevista fino al termine delle Paralimpiadi, la croce proseguirà il proprio viaggio internazionale. L’intento è assicurare la partecipazione anche alle future edizioni dei Giochi, mantenendo il legame tra sport e spiritualità.
Tra le tappe già confermate figura la partecipazione alle Olimpiadi estive di Los Angeles 2028. Questa mobilità ribadisce la valenza simbolica dell’oggetto come ponte tra culture sportive e pratiche religiose, offrendo momenti di riflessione nel contesto delle competizioni.
La dimensione comunitaria e gli eventi correlati
La tappa milanese ha proseguito la riflessione sulla valenza simbolica della croce come ponte tra culture sportive e pratiche religiose.
Durante la Messa di presentazione, presieduta dall’Arcivescovo di Milano, sono state sottolineate la centralità del corpo e il ruolo dello sport nella vita umana.
Gli interventi hanno richiamato l’urgenza di considerare l’atleta nella sua interezza, valorizzando non solo la prestazione ma anche la dignità personale.
L’iniziativa, promossa da Athletica Vaticana, è stata descritta come strumento per favorire fraternità e pace attraverso l’attività fisica.
La presenza della croce ha accompagnato momenti di preghiera e di dialogo tra atleti, operatori e fedeli, con scambi organizzati nelle sedi parrocchiali locali.
Attività e progetti collaterali
La riflessione sviluppata nella sede parrocchiale ha trovato seguito in iniziative collaterali che collegano sport, speranza e inclusione. All’interno del carcere di Milano è prevista una piccola manifestazione denominata I Giochi della Speranza, promossa da più soggetti, tra cui la Fondazione Giovanni Paolo II per lo Sport e il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria. L’intento dichiarato degli organizzatori è impiegare lo sport come strumento di riscatto e integrazione, mettendo in pratica i valori evocati dalla Croce degli Sportivi.
Rappresentanti di Athletica Vaticana e esponenti della Chiesa locale, tra cui il presidente Giampaolo Mattei e l’Arcivescovo, hanno sottolineato nei loro interventi il ruolo dello sport come scuola di vita. Secondo i promotori, l’attività sportiva favorisce il dialogo e la crescita personale anche in contesti segnati da difficoltà sociali. Ulteriori iniziative analoghe sono attese nei prossimi mesi, con percorsi di collaborazione tra istituzioni civili e realtà ecclesiastiche.
Perché la croce continua a viaggiare
Croce degli Sportivi è il nome con cui viene indicato l’oggetto che segue le diverse edizioni dei Giochi. La scelta di trasferirla risponde all’idea che un simbolo condiviso possa sostenere gli atleti non solo nel gesto sportivo, ma anche nel percorso umano che lo accompagna. La presenza dell’oggetto in luoghi di culto e di aggregazione sportiva vuole ricordare che lo sport, oltre alla competizione, può favorire incontro, rispetto reciproco e impegno verso il bene comune.
Ospitata a Milano fino al 15 marzo, la croce rimane un ponte tra dimensione spirituale e pratica atletica. Rappresenta altresì un segno di continuità che sarà testimoniato sulle scene internazionali delle prossime Olimpiadi e oggetto di ulteriori iniziative e collaborazioni tra istituzioni civili e realtà ecclesiastiche nei prossimi mesi.





