una rilettura in chiave teatrale del classico del neorealismo: spettacolo, proiezioni e laboratori distribuiti in città per riscoprire il patrimonio cinematografico e civile di Milano

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Il film storico di Vittorio De Sica, nato dal romanzo di Cesare Zavattini, viene trasformato in spettacolo al Piccolo Teatro: Miracolo a Milano torna a dialogare con la città che lo aveva visto nascere, mettendo in campo un progetto che unisce palcoscenico, proiezioni e iniziative diffuse.
L’adattamento firmato da Paolo di Paolo e la regia di Claudio Longhi portano in scena interpreti di primo piano come Lino Guanciale e Giulia Lazzarini, in un allestimento che recupera il carattere fiabesco e sociale del testo originale.
La scelta del Piccolo di proporre questo lavoro nel 2026 non è casuale: si celebra infatti il ricordo della prima cittadina del film, che debuttò l’8 febbraio 1951, e si crea un percorso culturale che attraversa la città con proiezioni cinematografiche, letture pubbliche e laboratori teatrali. La tournéè cittadina che precede il debutto vuole ricucire memoria e contemporaneità e riflettere sui «miracoli» che oggi interessano Milano, tra trasformazioni urbane e tensioni sociali.
Lo spettacolo e il cast
Dal 4 marzo al 1° aprile lo Strehler ospiterà la riduzione scenica di Miracolo a Milano, un adattamento che cerca di conservare la poesia e l’ironia del film, pur trasferendo il racconto in un linguaggio teatrale. La regia di Claudio Longhi punta a un equilibrio tra realismo sociale e dimensione fantastica: fra gli elementi più attesi c’è il momento delle scope volanti, una scena iconica che nella versione teatrale rimane un momento di grande attesa. Nel cast spiccano Lino Guanciale nel ruolo di Totò e il ritorno di Giulia Lazzarini, interprete legata storicamente al teatro strehleriano, nei panni di Lolotta.
Il valore della scelta artistica
Adattare un film di De Sica significa misurarsi con un doppio patrimonio: quello del neorealismo e quello di una fiaba sociale capace di parlare anche alle generazioni contemporanee. L’operazione del Piccolo è pensata per rispettare la radice letteraria della sceneggiatura — il romanzo Totò il buono di Zavattini — e al contempo per offrire nuovi registri espressivi tipici del teatro, come la lettura corale, l’uso simbolico di oggetti scenici e la relazione diretta con il pubblico.
Il programma cittadino: proiezioni, letture e laboratori
Il debutto in sala non è l’unico appuntamento: il Piccolo e la Cineteca hanno organizzato una rassegna di film che dialogano con la storia di Milano e con i temi trattati dallo spettacolo. Tra i titoli in programma figurano opere come Rocco e i suoi fratelli di Visconti e Teorema di Pasolini, oltre a un documentario sul rapporto epistolare tra Giorgio Strehler e Giulia Lazzarini. Le proiezioni si svolgono in vari cinema cittadini e sono introdotte da incontri con critici e registi, per contestualizzare storicamente e culturalmente i film proposti.
Letture e partecipazione diffusa
Per estendere il coinvolgimento anche ai quartieri, il Piccolo ha predisposto letture pubbliche del romanzo di Zavattini, affidate ad attori della compagnia e programmate nelle biblioteche comunali: appuntamenti nelle sedi di Parco Sempione, Gallaratese e Cassina Anna permettono al pubblico di riscoprire il materiale di partenza dello spettacolo. A queste attività si aggiungono laboratori intitolati «C’era una volta Milano», che collegano la forma fiabesca del racconto alla contemporaneità urbana, coinvolgendo giovani e comunità locali.
Il cartellone include anche laboratori di narrazione corale e iniziative di inclusione, in collaborazione con enti e strutture cittadine: sono coinvolte la Casa di riposo Verdi per musicisti, la Casa della Carità, alcune unità ospedaliere e comunità come Sant’Egidio. Questi percorsi non sono semplici eventi collaterali, ma costituiscono parte integrante del progetto artistico, che mira a far dialogare il palcoscenico con le storie quotidiane della città, rinforzando il legame tra cultura e tessuto sociale.
Le letture e i laboratori sono in larga parte a ingresso libero ma richiedono prenotazione tramite il sito del Piccolo Teatro; le proiezioni della Cineteca hanno invece modalità di acquisto indicate sul sito della Cineteca di Milano. Questo approccio organizzativo testimonia la volontà di rendere l’evento accessibile e partecipato, trasformando la programmazione teatrale in un’occasione di lettura pubblica della città.
Nel complesso, l’operazione del Piccolo Teatro rappresenta una proposta culturale ambiziosa: mettere in scena Miracolo a Milano significa non solo omaggiare un classico del cinema italiano ma anche stimolare una riflessione cittadina sul presente, tra memoria storica e cambiamento urbano. Con l’avvicinarsi delle date e la rete di iniziative collaterali, lo spettacolo si propone





