Il 24 maggio 2026, intorno alle 14.30, un incendio è scoppiato in un magazzino esterno all’azienda Vitalfarco Hair Cosmetics situata in via Canova 8 a Corsico. A dare risposta all’allarme sono arrivate sette squadre dei Vigili del Fuoco di Milano, coordinate per contenere il rogo e tutelare la zona industriale circostante. La pronta attivazione dei soccorsi ha permesso di evitare conseguenze per la popolazione, considerato che la zona era sostanzialmente chiusa per la giornata festiva, ma la natura delle merci presenti ha richiesto l’intervento di specialisti.
Sul posto è intervenuto il nucleo specializzato NBCR dei Vigili del Fuoco per valutare i rischi derivanti dalla presenza di sostanze chimiche. In questo caso si è verificata una reazione tra l’acqua e alcuni prodotti cosmetici contenenti ammoniaca, che ha generato una serie di micro esplosioni e spruzzi ad alta energia. Per micro esplosioni si intende qui una successione di piccole detonazioni locali dovute a reazioni chimiche con formazione di vapore o gas in pressione, capaci di proiettare materiale ma non paragonabili a deflagrazioni industriali di ampia scala.
Intervento operativo e prima fase di bonifica
I soccorritori sono riusciti a circoscrivere e spegnere il rogo, quindi sono iniziate le operazioni di bonifica e messa in sicurezza dell’area. È stato disposto il divieto di accesso alla zona per precauzione, a causa del rischio legato ai fumi prodotti dalla combustione dei materiali coinvolti. Sul posto era presente anche il custode dello stabilimento, che si è allontanato in tempo; in supporto sono intervenuti mezzi del 118 per eventuali necessità sanitarie. I tecnici hanno proceduto con rilievi e campionamenti per escludere dispersioni pericolose verso l’ambiente e la popolazione.
Verifiche ambientali e risultati preliminari
Gli specialisti del nucleo NBCR hanno effettuato misurazioni dell’aria e controlli sui composti sprigionati: al termine delle verifiche preliminari non sarebbero emerse concentrazioni di sostanze ritenute pericolose per la collettività. Tuttavia, l’area rimane temporaneamente off-limits fino al completamento della bonifica e alla rimozione dei materiali contaminati. L’azione del nucleo è stata determinante per interpretare la natura delle micro esplosioni e per fornire orientamenti sulle procedure di smaltimento e ventilazione per ridurre ogni residuo di rischio.
Dinamicità dell’incidente e possibili cause
La dinamica dell’incendio sembra legata allo stoccaggio di prodotti cosmetici contenenti ammoniaca nel magazzino esterno. La reazione all’immissione di acqua su questi composti ha originato le micro esplosioni, fenomeno noto quando agenti chimici reagiscono violentemente con solventi o umidità, producendo rapidi incrementi di pressione localizzata. Al momento le autorità competenti stanno raccogliendo elementi per ricostruire l’innesco e verificare il rispetto delle norme di stoccaggio e di sicurezza antincendio all’interno dell’area industriale.
Fattori da approfondire
Tra gli aspetti che saranno esaminati figurano la tipologia esatta dei prodotti immagazzinati, le procedure di etichettatura, la presenza di dispositivi di contenimento e la disponibilità di piani di emergenza aziendali. La corretta gestione di sostanze con comportamenti reattivi al contatto con acqua richiede misure specifiche di separazione, ventilazione e dispositivi di spegnimento compatibili. Le indagini dovranno chiarire se vi siano state responsabilità nella custodia o nella movimentazione dei materiali.
Conseguenze immediate e passaggi successivi
Al termine delle attività, le autorità confermeranno le condizioni per la riapertura dell’area al pubblico e per la ripresa delle attività aziendali. La priorità resta la completa messa in sicurezza, la rimozione dei materiali danneggiati e la bonifica dei siti contaminati. Eventuali aggiornamenti sulle cause precise e sulle misure correttive saranno comunicati dagli organi inquirenti e dai Vigili del Fuoco, mentre l’azienda dovrà collaborare per consentire gli accertamenti e per adottare eventuali cambiamenti nelle procedure interne.