L’ultima annata dell’Alcione si è chiusa con sensazioni contrastanti: da una parte la soddisfazione per il traguardo dei play-off al secondo anno tra i professionisti, dall’altra la consapevolezza che per fare il salto qualitativo servono dettagli diversi. La squadra ha mostrato una continuità complessiva che ha permesso di restare a lungo nelle posizioni nobili della classifica, beneficiando di una delle migliori retroguardie del torneo.
Nel bilancio complessivo emergono elementi positivi e ambizioni chiare: mantenere e valorizzare il DNA giovanile del club, migliorare la componente mentale dei giocatori e agire con prudenza sugli investimenti per ridurre il gap verso categorie superiori come la Serie B. Società, allenatore e dirigenti lavorano in continuità per trasformare potenzialità in risultati concreti.
Bilancio sportivo: risultati, numeri e limiti
Dal punto di vista tecnico il gruppo guidato da Giovanni Cusatis ha dimostrato progressi evidenti rispetto alla stagione d’esordio in Lega Pro: miglior piazzamento e una solidità difensiva che ha portato a chiudere con sedici clean sheet, collocandosi tra le prime difese del campionato. Tuttavia alcuni match sfuggiti negli ultimi minuti hanno tolto punti preziosi: la percezione è che, con maggiore freddezza mentale, la squadra avrebbe potuto ambire a posizioni ancora più alte.
Difesa e fase offensiva
La retroguardia è stata un punto di forza: i numeri testimoniano una solida organizzazione tattica e una gestione delle situazioni difensive efficace. A fronte di questo, la produzione offensiva e il centrocampo mostrano margini di miglioramento: l’idea è di intervenire per aumentare la qualità tecnica e la componente fisica nelle zone nevralgiche del campo, senza snaturare il modello di gioco basato sui giovani.
Obiettivi tecnici e aree su cui lavorare
Lo staff evidenzia che la principale sfida da affrontare è la costruzione di una mentalità capace di sostenere le ambizioni stagionali. L’allenatore indica la necessità di abituare il gruppo a stare stabilmente in certe posizioni di classifica, migliorando la capacità di ribaltare le partite quando si va sotto. Sul mercato ci sarà attenzione a inserire giocatori che possano incidere principalmente in attacco e a centrocampo, innalzando il livello tecnico e il ritmo fisico della squadra.
Età media e progetto a lungo termine
L’età media prossima ai 25 anni conferma la volontà del club di costruire un organico giovane, sul quale lavorare nel tempo. L’obiettivo non è riempire la rosa di elementi esperti a tutti i costi, ma trovare profili su cui investire per più stagioni, consolidando una crescita organica che, anno dopo anno, possa avvicinare il club alla Serie B attraverso continuità, ordine e programmazione.
Filiere, infrastrutture e sviluppo societario
Parallelamente al campo, la dirigenza sta attuando scelte strategiche: il progetto con il Seregno prevede che il club lombardo diventi di fatto la nostra squadra Under 23, ospitando una dozzina di giovani (diciannove-ventuno anni) provenienti dal vivaio Orange e integrandoli con elementi locali. La collaborazione mantiene intatte le identità storiche del Seregno, pur inserendo il brand Orange Generation sulle maglie: un’operazione pensata per creare continuità nel percorso di crescita dei ragazzi.
Stadio, clinician e filiera giovanile
Tra i progetti infrastrutturali è centrale la costruzione del nuovo impianto: la società spera di ottenere le autorizzazioni per entrare nello stadio entro l’anno solare 2026, pur consapevole che alcune aree resteranno in fase di completamento. Successivamente è previsto un intervento più ambizioso per realizzare un impianto da seimila posti nella primavera del 2027. Nel frattempo si lavora anche su un mini centro medico, un hospitality e una foresteria per supportare il calcio professionistico e la gestione infortuni.
Sul fronte della formazione, la Primavera si è messa in mostra e staff tecnici riconosciuti come Luisito Campisi e il direttore tecnico Mario Piccinocchi rimarranno punti di riferimento. L’obiettivo è allineare sempre più il vivaio alla prima squadra per avere giocatori tecnicamente e tatticamente pronti a compiere il passo professionale.
Infine la dimensione istituzionale: il presidente Giulio Gallazzi ha depositato la candidatura per il Consiglio Federale e punta a contribuire alla crescita della Lega Pro, con un’assemblea in agenda il 22 giugno. La strategia societaria resta improntata a crescere con i propri mezzi, sviluppando talenti e infrastrutture per provare a scalare i livelli del calcio italiano.