L'Antica Pizzeria Da Giulio, punto di riferimento di corso San Gottardo dal 1925, chiude dopo il mancato rinnovo del contratto d'affitto: il quartiere saluta Mary e la sua storia

La serranda dell’Antica Pizzeria Da Giulio si è abbassata dopo un secolo di presenza in corso San Gottardo, lasciando un vuoto che il quartiere fatica a misurare. Aperta nel 1925, la pizzeria era diventata con gli anni non solo un locale ma un luogo di ritrovo, dove generazioni di residenti avevano intrecciato ricordi e routine.
L’ultimo servizio è stato svolto lunedì 4 maggio 2026 e la decisione di chiudere non è nata da una scelta volontaria dei gestori, bensì dall’impossibilità di sostenere un notevole aumento del canone richiesto dalla proprietà dei muri.
Negli ultimi anni la pizzeria era guidata da Marco D’Andrea e da sua moglie Maria Antonietta Melfi — per tutti semplicemente Mary — che avevano preso in gestione il locale nel 2002. Dopo la scomparsa di Marco nel luglio 2026, avvenuta mentre era al lavoro, Mary ha portato avanti la gestione con il sostegno del quartiere e dello staff. La chiusura arriva al termine di trattative sul contratto d’affitto che non hanno trovato un punto di incontro: alla nuova proprietà, risultata essere i titolari di un ristorante asiatico, è stata richiesta una cifra quasi doppia rispetto al canone precedente.
Una storia intrecciata al quartiere
L’evoluzione dell’Antica Pizzeria Da Giulio racconta più di un secolo di vita cittadina: cambiano le facce, cambiano i menu, ma il locale rimaneva un punto di riferimento. Dal 1925 a oggi la pizzeria ha visto passare generazioni di clienti che l’hanno trasformata in un luogo di socialità quotidiana. Per molti residenti era «casa»: un ambiente rustico con archi in mattoni e arredi in legno, dove la pizza era la specialità e il rapporto con la clientela era fatto di ricordi condivisi. Questo legame è emerso con forza nei giorni precedenti alla chiusura, quando decine di persone sono tornate per salutare Mary e lo staff.
Il ruolo di Mary e la memoria di Marco
La figura di Mary è stata centrale: dopo il lutto del luglio 2026, quando Marco D’Andrea si è spento durante il servizio a 59 anni, lei ha scelto di proseguire la conduzione della pizzeria, mantenendo vive tradizioni e rapporti con i clienti. La reazione del quartiere ha confermato il valore sociale dell’attività: messaggi, ricordi e una partecipazione emotiva intensa hanno scandito gli ultimi giorni di apertura. Laddove la memoria di Marco rimane viva, la decisione di chiudere sottolinea quanto le condizioni economiche possano incidere sulla sopravvivenza di piccole realtà locali.
Il nodo dell’affitto e la fine delle trattative
Al centro della vicenda c’è il rinnovo del contratto d’affitto, tema che in molte città mette a rischio attività storiche. Nel caso di corso San Gottardo la proprietà dei locali è cambiata e i nuovi titolari, legati a un progetto di ristorazione di matrice asiatica, hanno chiesto un canone quasi raddoppiato. Nonostante i tentativi di trovare un accordo, Mary e i suoi collaboratori non hanno potuto accettare condizioni che avrebbero compromesso la sostenibilità dell’impresa. La chiusura, quindi, non è frutto di un abbandono volontario ma della concreta impossibilità economica di proseguire.
Possibili scenari per il locale
Secondo le indiscrezioni raccolte, al posto dell’Antica Pizzeria Da Giulio potrebbe aprire un ristorante asiatico, un segnale di trasformazione commerciale del tessuto urbano. Questo passaggio illustra una dinamica più ampia: il cambiamento di destinazione dei locali storici spesso rispecchia tendenze di mercato e scelte proprietarie. Per i residenti, però, la sostituzione non cancella il valore affettivo del luogo, e la discussione su come tutelare le attività storiche nelle città torna al centro del dibattito pubblico.
Cosa resta e quali riflessioni
La chiusura dell’Antica Pizzeria Da Giulio apre interrogativi su tutela del patrimonio locale e sulle politiche che possono preservare gli spazi di aggregazione. Alcuni cittadini hanno suggerito misure di salvaguardia comunale per locali con radicamento storico; altri sottolineano la necessità di strumenti fiscali o contrattuali che favoriscano la continuità delle piccole imprese. In ogni caso, rimane la certezza che certi luoghi non si misurano solo in metri quadrati e fatturato, ma anche in memoria collettiva: per molti, la pizzeria era un luogo dove il tempo scorreva diversamente, fatto di saluti, risate e rituali di quartiere.
Per salutare la conduzione storica, il quartiere ha organizzato un ultimo appuntamento: un aperitivo di commiato lunedì 4 maggio alle 19, momento in cui la comunità si è raccolta per ringraziare Mary e la sua famiglia. Anche se la serranda si è chiusa, la storia dell’Antica Pizzeria Da Giulio resta parte del tessuto di corso San Gottardo: un esempio di come le vicende economiche possano incidere profondamente sulla vita quotidiana e sulla memoria condivisa di una città.





