Dall'incendio del 30 ottobre 2026 alla presentazione in commissione: ecco le scelte annunciate da Synextra e le reazioni delle istituzioni locali

La vicenda legata all’azienda Synextra di Corsico è tornata al centro dell’attenzione pubblica dopo che, intorno alle 22 di giovedì 30 ottobre 2026, un incendio ha danneggiato parte dell’impianto nel quartiere Burgo. Le fiamme, alimentate da materiale plastico, hanno sollevato non solo preoccupazioni per la sicurezza, ma anche per la qualità dell’aria, con i residenti che hanno segnalato ripetute molestie olfattive.
Subito dopo l’evento è intervenuta Arpa, attivando verifiche ambientali che si sono sommate alle azioni avviate dal sindaco Stefano Martino Ventura e dalla Città metropolitana di Milano.
Negli mesi successivi la tensione sul territorio non si è placata: le segnalazioni dei cittadini e l’interesse degli enti locali hanno portato la questione fino al Pirellone, dove è stata calendarizzata un’audizione della Commissione Ambiente. A chiedere il confronto è stato il consigliere regionale Simone Negri, mentre la commissione è presieduta da Alessandro Cantoni di Lombardia Ideale. L’incontro ha coinvolto rappresentanti istituzionali, tecnici di Arpa e personale della Città Metropolitana, oltre ai portavoce del Comitato Aria Pulita Corsico-Cesano Boscone, a testimonianza della centralità del tema per la qualità della vita locale.
L’audizione e i soggetti coinvolti
In Commissione Ambiente ha preso la parola il presidente e amministratore delegato di Synextra, Luca Galimberti, che ha ricostruito gli effetti dell’incendio e le misure che l’azienda intende adottare per la ripartenza. All’audizione hanno partecipato tecnici della direzione Ambiente e Clima di Regione Lombardia, il direttore del dipartimento di Milano per Arpa Calogero Trizzino e i referenti del settore rifiuti e bonifiche della Città metropolitana di Milano. Presenti anche i sindaci dei Comuni interessati, Corsico e Cesano Boscone, e i rappresentanti della comunità locale, a sottolineare come il tema sia al crocevia tra ambiente, salute e attività economica.
Quali garanzie hanno chiesto gli enti
I soggetti istituzionali hanno ribadito la necessità di monitoraggi costanti e di verifiche sulla compatibilità delle attività industriali con la salute pubblica. Il comitato cittadino ha chiesto trasparenza sui controlli e sulle emissioni, mentre Arpa ha spiegato le procedure tecniche per valutare eventuali impatti. Monitoraggio ambientale e verifica delle autorizzazioni sono stati indicati come punti chiave: le istituzioni hanno sottolineato che qualsiasi ripartenza dovrà conciliarsi con i limiti stabiliti dalla normativa e con le esigenze di tutela della popolazione.
Il piano di riorganizzazione produttiva
Dal canto suo Synextra ha annunciato una rimodulazione delle attività: l’azienda intende concentrarsi su due linee produttive e trattare esclusivamente rifiuti che non provengono dalla raccolta differenziata, privilegiando la produzione di materiali destinati al riciclo piuttosto che allo smaltimento. La ripartenza sarà graduale e calibrata sui volumi: è stata prevista una riduzione significativa della capacità trattata, con una stima di operare al 40% rispetto al passato nel 2026 e al 50% nel 2027.
Dati e autorizzazioni
In termini quantitativi, il piano presentato in audizione prevede di scendere dall’autorizzazione storica di 252.000 tonnellate annue a circa 99.400 tonnellate nel 2026 e a 127.000 tonnellate nel 2027. Galimberti ha inoltre comunicato l’intenzione di richiedere una nuova autorizzazione ambientale per tornare entro due anni ai livelli pre-incendio, ma con un impianto rinnovato. Sull’episodio del rogo e sulle molestie olfattive il management ha ribadito che, allo stato attuale, «non ci sono state violazioni di norme», informazione che sarà oggetto di ulteriori verifiche da parte delle autorità competenti.
Impatto locale e prossimi passi
Per i residenti resta l’incertezza sulle tempistiche e sugli effetti reali delle misure annunciate; il comitato territoriale e i sindaci hanno chiesto che le promesse aziendali siano accompagnate da controlli concreti e da una pianificazione trasparente. Il consigliere Simone Negri ha espresso soddisfazione per l’audizione e si è impegnato a continuare a seguire la vicenda, verificando che la produzione sia compatibile con la salute pubblica. Intanto, Arpa e la Città metropolitana continueranno le attività di monitoraggio e valutazione ambientale sul sito di Corsico.
La questione rimane aperta: la ricostruzione dell’impianto, le autorizzazioni e i controlli definiranno i tempi e le modalità effettive della ripartenza. Tra garanzie tecniche e istanze della comunità, il percorso delineato in Commissione Ambiente rappresenta una fase di transizione che dovrà essere seguita con attenzione nelle prossime settimane e nei prossimi mesi per assicurare che la tutela ambientale e la sicurezza dei cittadini restino prioritarie.





