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Operazione della Digos: arresto di un 19enne e perquisizioni per propaganda razzista

Un'operazione della Digos di Milano ha portato all'arresto di un 19enne e a perquisizioni in tutta Italia dopo il monitoraggio di chat neofasciste dove si diffondevano apologia di genocidio e istruzioni per passare all'azione

Operazione della Digos: arresto di un 19enne e perquisizioni per propaganda razzista

La mattina ha visto l’esecuzione di un provvedimento cautelare nei confronti di un diciannovenne residente a Pavia, ritenuto il promotore e il gestore di un sodalizio volto alla propaganda razziale e alla discriminazione religiosa. L’operazione, condotta dalla Digos di Milano con il supporto della Digos di Pavia e della Direzione centrale Polizia di prevenzione, nasce dal monitoraggio sistematico degli ambienti digitali dell’estrema destra suprematista.

Nel corso degli interventi sono stati inoltre eseguiti quattordici decreti di perquisizione nei confronti di altrettanti indagati, di cui nove minorenni, distribuiti in varie province italiane.

L’indagine e i numeri dell’operazione

Le attività investigative hanno evidenziato una rete ramificata: sono state eseguite perquisizioni in province come Cagliari, Caserta, Cosenza, Materia, Perugia, Roma, Viterbo, Salerno, Siena e Torino. L’arresto del 19enne si è affiancato a perquisizioni mirate, alcune rivolte a giovani già noti alle forze dell’ordine; tra questi emergono casi di particolare gravità, come un minorenne di Treviso arrestato lo scorso dicembre per addestramento con finalità di terrorismo. L’indagine ha l’obiettivo di ricostruire ruoli e responsabilità all’interno del gruppo e di interrompere i processi di reclutamento e radicalizzazione che si sviluppano online e sfociano nel mondo reale.

La scoperta delle chat e delle piattaforme

Al centro dell’attività investigativa c’era una piattaforma di messaggistica istantanea liberamente accessibile, denominata Chat Terza Posizione, creata e amministrata dall’indagato. A questa si affiancavano canali satelliti, tra cui un canale chiamato Centro studi terza posizione, usato per la diffusione di materiale ideologico e per il coordinamento del gruppo. Gli investigatori hanno riscontrato contenuti che esaltavano attentati di matrice suprematista, tra i quali il riferimento alla strage di Christchurch del marzo 2019, e post che partecipavano alla minimizzazione della Shoah e all’apologia del genocidio.

Ideologia, strumenti comunicativi e documenti

Il diciannovenne, oltre a curare i canali, avrebbe contribuito alla stesura di un documento ideologico in cinque punti, intitolato Manifesto della Terza

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