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Lombardia: controllo periodico su Breast Unit e applicazione dei PDTA oncologici

Il Consiglio regionale ha votato una mozione bipartisan che impegna la Giunta a valutare con report annuali l'attività delle Breast Unit e l'applicazione dei PDTA oncologici

Lombardia: controllo periodico su Breast Unit e applicazione dei PDTA oncologici

La Regione Lombardia ha deciso di passare dalla semplice certificazione dei centri d’eccellenza a una verifica concreta delle attività quotidiane: è stata approvata una mozione che chiede un monitoraggio periodico delle Breast Unit e della concreta applicazione dei PDTA oncologici.

L’iniziativa vuole andare oltre le liste ufficiali, analizzando dati reali per comprendere come si traducono sul territorio le linee guida e gli standard di qualità.

Il documento, presentato come mozione n. 471 dall’Intergruppo consiliare lombardo il 12 marzo 2026 e sottoscritto da 23 componenti, è il frutto del lavoro congiunto tra rappresentanti istituzionali e associazioni come Salute Donna ODV. L’atto, approvato all’unanimità, stabilisce che il risultato del monitoraggio venga sintetizzato in un report annuale da trasmettere al Consiglio regionale e alla Commissione competente, per orientare la programmazione sanitaria.

Perché serve un monitoraggio puntuale

La spinta a misurare sistematicamente le attività nasce dall’esigenza di ridurre le disomogeneità nell’accesso alle cure e di garantire standard uniformi. Le Breast Unit sono centri multidisciplinari dedicati alla diagnosi, cura e riabilitazione del tumore al seno, mentre i PDTA oncologici sono i percorsi diagnostici terapeutici assistenziali che definiscono tempi, ruoli e modalità di presa in carico. Un controllo periodico permette di identificare criticità organizzative, ritardi nelle tempistiche e differenze nella qualità dell’assistenza tra territori.

Cosa si intende misurare

Il monitoraggio si concentrerà su indicatori operativi come l’applicazione effettiva dei PDTA oncologici, i tempi di attesa per diagnosi e trattamenti, la continuità assistenziale e l’accesso alle terapie. Verranno raccolti e confrontati dati che consentano di valutare la qualità clinica, la capacità di integrazione tra professionisti e la risposta alle esigenze dei pazienti. Il valore aggiunto sarà la possibilità di tradurre i riscontri in azioni correttive condivise tra istituzioni e centri afferenti alla Rete Oncologica Lombarda.

Chi ha promosso l’iniziativa e il ruolo delle associazioni

L’iniziativa è stata promossa dall’Intergruppo consiliare «Insieme per la lotta al cancro», con prima firma della consigliera Gigliola Spelzini (Lega), e ha visto il coinvolgimento diretto delle associazioni di pazienti. Tra queste, Salute Donna ODV ha assunto un ruolo centrale nel progetto La salute: un bene da difendere, un diritto da promuovere, guidato da Anna Maria Mancuso. Il dialogo tra portatori di interesse ha favorito una soluzione condivisa e bipartisan, pensata per mettere al centro la tutela del paziente.

Valori e aspettative

Le associazioni sottolineano che il monitoraggio non è solo controllo, ma anche strumento di tutela dei diritti dei pazienti: garantire multidisciplinarietà, percorsi personalizzati e l’accesso equo alle cure. La speranza è che i risultati permettano di ridurre le disparità territoriali e di aggiornare la programmazione regionale in modo puntuale. Il sostegno trasversale espresso in aula indica la volontà politica di trasformare le evidenze raccolte in interventi concreti a favore dei cittadini.

Impatto atteso e prossimi passi

Dal punto di vista operativo, la mozione richiede alla Giunta di predisporre un sistema di raccolta dati che alimenti il report annuale con elementi utili per la pianificazione. L’obiettivo dichiarato è migliorare la qualità, i tempi e l’uniformità delle cure, rafforzando la rete territoriale e favorendo percorsi condivisi tra istituzioni e centri specialistici. Nel medio termine ci si attende una maggiore trasparenza sui risultati clinici e organizzativi e interventi mirati dove emergeranno criticità.

In ultima analisi, la misura rappresenta un passo verso una sanità più orientata al paziente e basata su dati verificabili: monitorare significa conoscere le differenze, poterle spiegare e correggerle. L’adozione di questi strumenti potrà contribuire a consolidare la rete oncologica regionale e a garantire a tutte le persone colpite da tumore al seno standard di cura adeguati e omogenei su tutto il territorio lombardo.

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