Due uomini di 32 anni arrestati a Milano per ricettazione: ritrovati 15 smartphone, gioielli, carte e le chiavi dell'auto usata in un inseguimento del 14 marzo

La mattina del 16 aprile 2026 la Squadra Mobile di Milano ha proceduto all’arresto di due cittadini cileni, entrambi trentaduenni, ritenuti responsabili di ricettazione. L’operazione è avvenuta nei pressi di corso Vercelli, quando gli agenti hanno notato un comportamento che li ha insospettiti e ha portato a un controllo mirato.
Gli agenti hanno seguito i movimenti dei due fino a un edificio di via Salutati, dove i sospetti erano entrati portando uno zaino e poi ne sono usciti senza.
Alla vista delle forze dell’ordine, i due hanno tentato la fuga in direzioni opposte ma sono stati bloccati con l’ausilio di una volante dell’Ufficio Prevenzione Generale. Durante le successive attività investigative sono emersi elementi che collegano il gruppo a reati contro il patrimonio e, per uno dei fermati, anche a un episodio più grave avvenuto il 14 marzo 2026.
Il materiale sequestrato e le evidenze raccolte
Nel corso delle perquisizioni sono stati trovati numerosi beni considerati provento di reato: tra questi spiccano 15 smartphone, diverse carte di credito, collane, anelli e bracciali. In particolare, durante il controllo personale sono stati rinvenuti 860 euro in contanti e vari effetti che hanno attirato l’attenzione degli investigatori. Nell’appartamento indicato dai sospetti gli agenti hanno poi recuperato altri 3.330 euro, banconote in valute estere e le chiavi di un’auto ritenuta strumentale a un inseguimento avvenuto a marzo.
Valore e tipologia dei beni
Gli oggetti sequestrati comprendono gioielli in diverse tipologie, tra cui sette collane con ciondoli, otto anelli e tre bracciali, oltre ai dispositivi mobili. Il complesso del materiale ha un valore stimato superiore ai 4.000 euro, cifra che include contanti e merci. Il rinvenimento di carte di credito ha spinto gli inquirenti ad avviare verifiche per risalire ai titolari e alla provenienza dei beni, mentre i telefoni saranno sottoposti ad analisi tecniche per ricostruire eventuali contatti e flussi di ricettazione.
Il collegamento con l’inseguimento del 14 marzo
Uno dei fermati è stato riconosciuto dagli investigatori come il soggetto coinvolto nell’inseguimento del 14 marzo 2026, iniziato nel quartiere Bovisasca e conclusosi a Bollate. In quell’occasione il conducente aveva investito un agente della Polizia di Stato prima di darsi alla fuga con un veicolo risultato rubato. Per quell’episodio l’uomo è indagato per tentato omicidio, resistenza a pubblico ufficiale e appropriazione indebita del veicolo.
Ritrovamento delle chiavi e implicazioni investigative
Le chiavi dell’auto utilizzata nell’inseguimento sono state trovate nell’abitazione perquisita, elemento che ha rafforzato il collegamento tra i due arresti e l’episodio di marzo. Il ritrovamento delle chiavi costituisce una prova materiale che gli investigatori utilizzeranno per approfondire i ruoli e i movimenti durante le fasi dell’inseguimento. Gli accertamenti su telefoni e carte di credito mirano inoltre a individuare eventuali fornitori o ricettatori a monte della catena criminale.
Provvedimenti e atti successivi
Dopo le formalità, i due trentaduenni sono stati portati in custodia cautelare presso il carcere di San Vittore, noto anche come Francesco di Cataldo, e messi a disposizione dell’Autorità Giudiziaria per gli atti di competenza. Le accuse principali nei loro confronti comprendono la ricettazione, mentre per il soggetto riconosciuto vengono contestati i reati connessi all’investimento dell’agente del 14 marzo 2026.
Le forze dell’ordine hanno riferito che le indagini proseguiranno per chiarire la provenienza di ogni singolo bene sequestrato e per verificare eventuali collegamenti con altri episodi di furto e ricettazione nel territorio milanese. L’operazione viene presentata come un intervento volto a colpire reti che lucrano sulla commercializzazione illecita di oggetti rubati e a garantire la sicurezza dei cittadini.





