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Sala da gioco clandestina scoperta ad Affori: sette denunce

Polizia in azione dopo un viavai sospetto: nel cuore di Affori una bisca con mahjong, contanti e un dormitorio abusivo

Sala da gioco clandestina scoperta ad Affori: sette denunce

Nel pomeriggio del 13 aprile 2026 gli investigatori del Commissariato Comasina hanno fatto irruzione in un appartamento di via Brusuglio, nel quartiere Affori, smantellando quella che gli agenti definiscono una sala da gioco illegale. L’azione è scattata dopo giorni di osservazione: un continuo viavai sospetto di persone e auto di lusso aveva attirato l’attenzione delle pattuglie e convinto gli operatori a verificare la situazione.

Al termine dell’intervento sette cittadini di origine cinese, di età compresa tra i 28 e i 56 anni, sono stati identificati e denunciati dalle forze dell’ordine.

Gli agenti, accertata la presenza di diverse persone all’interno e avendo scorto attraverso una tapparella parzialmente abbassata individui radunati attorno a un tavolo, hanno deciso di entrare per interrompere l’attività illecita. Al momento della perquisizione quattro persone erano intente a giocare a mahjong, mentre tre svolgevano ruoli di gestione e promozione dell’attività. L’intervento ha seguito prassi investigative standard e puntato a documentare le responsabilità penali e amministrative legate alla struttura scoperta.

Il blitz: modalità e tempistiche

L’operazione degli investigatori si è svolta dopo un periodo di monitoraggio che ha evidenziato comportamenti anomali nell’area: presenza costante di vetture di grande cilindrata e ingressi discreti di avventori. La decisione di procedere all’irruzione è stata presa quando, attraverso una fessura nella tapparella, gli operatori hanno notato più persone riunite intorno a tavoli di gioco. Il blitz è quindi il risultato di un’attività di investigazione preventiva volta a raccogliere elementi utili alle denunce e al sequestro del materiale impiegato per il gioco clandestino.

Cosa è stato sequestrato

Durante il sopralluogo sono stati posti sotto sequestro due moderni tavoli da gioco motorizzati, set professionali di tessere per il mahjong e mazzi di carte, oltre a un’ingente somma in contanti: oltre 10.000 euro ritenuti provento delle puntate. Il materiale rinvenuto è stato catalogato e acquisito agli atti come prova dell’esercizio illecito di gioco. Gli oggetti sequestrati saranno valutati nell’ambito delle indagini per stabilire l’entità dell’attività e il ruolo di ciascun indagato.

Il seminterrato e le condizioni dell’immobile

Il controllo non si è limitato al piano rialzato: gli agenti hanno esteso la perquisizione al piano seminterrato, dove è emerso un ambiente adattato a dormitorio. In quello spazio sono stati trovati materassi sistemati direttamente a terra e lavori di ristrutturazione non ultimati, con divisori in cartongesso installati senza alcun titolo edilizio. Le condizioni igienico-sanitarie e strutturali risultavano precarie, con rischio per la sicurezza degli occupanti e degli eventuali frequentatori della sala da gioco.

Irregolarità edilizie e rischi per la sicurezza

Le divisioni improvvisate e la mancanza di autorizzazioni fanno emergere profili di illecito amministrativo oltre a potenziali pericoli, come il rischio di incendio e l’assenza di adeguate vie di esodo. La scoperta del dormitorio abusivo ha attivato accertamenti anche dal punto di vista urbanistico: gli uffici competenti dovranno valutare le responsabilità in materia di titoli edilizi e sicurezza. Tali criticità aggravano la posizione degli indagati, poiché l’attività illegale si svolgeva in un contesto non conforme alle normative.

Profili penali e sviluppi investigativi

Tutti i presenti sono stati identificati e denunciati: alcuni risultano avere precedenti specifici per reati legati al gioco d’azzardo, alla contraffazione e a fatti connessi alla prostituzione. Nella fase di controllo un uomo di 45 anni è stato segnalato anche per la detenzione di una banconota falsa da 50 euro, con conseguente iscrizione per il reato di spendita di monete contraffatte. Le indagini proseguiranno per ricostruire l’eventuale rete organizzativa e verificare legami con altre attività clandestine: si tratta, secondo fonti investigative, del terzo intervento di questo tipo registrato in città dall’inizio dell’anno.

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