L'introduzione del EES negli scali italiani ha provocato disagi significativi, con Linate al centro delle segnalazioni e richieste di interventi immediati da parte di CODICI Lombardia.

L’attivazione su vasta scala del EES, il sistema dell’Unione europea pensato per registrare ingressi e uscite dei cittadini extra-UE attraverso registrazioni biometriche come impronte digitali e riconoscimento facciale, ha già mostrato criticità operative in diversi aeroporti italiani.
L’obiettivo dichiarato è migliorare la sicurezza e il controllo dei flussi, ma nella pratica l’implementazione ha generato lunghe attese ai varchi e disservizi che hanno inciso sull’esperienza di viaggio di molti passeggeri.
Le segnalazioni raccolte nelle prime fasi di applicazione evidenziano che il nuovo regime di controlli non è ancora ottimizzato per gestire i picchi di traffico tipici degli scali nazionali. In questo contesto le associazioni dei consumatori hanno chiesto chiarimenti e provvedimenti, sottolineando come la tecnologia da sola non basti: servono organizzazione, personale e procedure di supporto che limitino l’impatto sui viaggiatori.
Il caso di Linate
All’aeroporto Linate si è verificato un episodio che ha attirato l’attenzione mediatica: il 12 aprile oltre cento persone dirette a Manchester sono rimaste bloccate ai controlli passaporti, con il volo partito quasi semivuoto dopo ore di attesa. Questo episodio è stato citato come esempio concreto delle difficoltà operative legate all’introduzione del EES, e ha alimentato preoccupazioni sulla capacità degli scali di adattarsi rapidamente a una novità di portata europea.
Impatto sui voli e sui passeggeri
Le code prolungate ai varchi hanno prodotto una serie di conseguenze: ritardi a catena, cancellazioni implicite di posti e passeggeri lasciati a terra nonostante la presenza del biglietto. Alcune persone hanno accusato malori dopo ore in piedi, mentre le coincidenze sono state compromesse. L’episodio di Linate dimostra come, in assenza di misure organizzative adeguate, anche un sistema progettato per processare dati in pochi secondi possa produrre effetti opposti.
Le richieste di CODICI Lombardia
L’associazione CODICI Lombardia ha espresso critiche nette: pur riconoscendo l’utilità di strumenti che controllano gli ingressi extra-UE, l’organizzazione contesta l’attuale gestione dell’avvio del sistema. Tra le istanze presentate figurano la necessità di maggiore flessibilità nelle procedure durante i picchi di traffico e un potenziamento immediato di personale e infrastrutture negli scali più sollecitati, a partire proprio da Linate, con l’attenzione rivolta anche a Malpensa qualora i disagi perdurino.
Richieste concrete
Tra le proposte avanzate spicca la richiesta di introdurre indennizzi automatici per i passeggeri costretti a perdere voli a causa di ritardi imputabili ai controlli EES. L’associazione sostiene che non sia accettabile che i viaggiatori si facciano carico dei costi e dei disagi derivanti dall’implementazione di un sistema pubblico, e chiede che le amministrazioni competenti definiscano procedure chiare e strumenti di compensazione.
La tutela giuridica e i vuoti normativi
Oggi la normativa comunitaria più citata in tema di diritti dei passeggeri è il Regolamento (CE) 261/2004, che stabilisce compensazioni in caso di ritardi o cancellazioni imputabili ai vettori. Tuttavia, quando la causa del disservizio è un controllo pubblico alle frontiere, la situazione normativa rimane incerta: i consumatori possono ritrovarsi privi di rimedi certi. Questo divario legislativo è al centro delle richieste di intervento formale da parte delle associazioni, che invocano soluzioni normative per estendere le tutele anche a questi casi.
Proposte operative per ridurre i disagi
Per limitare l’impatto dell’EES gli esperti e le associazioni suggeriscono misure concrete: un rollout graduale del sistema con fasi di test controllate, l’impiego di personale aggiuntivo nei momenti di punta, piani alternativi di instradamento dei passeggeri e una comunicazione tempestiva verso utenti e compagnie. Anche l’implementazione di corsie dedicate per categorie specifiche di viaggiatori e l’ottimizzazione dei posti di controllo attraverso analisi dei flussi possono contribuire a ridurre le file.
In sintesi, la tecnologia alla base del EES resta uno strumento con potenziale di utilità per la gestione delle frontiere, ma la sua efficacia dipende da scelte organizzative e normative. Fino a quando non verranno attuate misure correttive e tutele più chiare, casi come quello del 12 aprile a Linate rischiano di ripetersi, con costi concreti per i passeggeri e ripercussioni sulla reputazione degli scali coinvolti.





