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Rissa tra rider in Piazza Oberdan, arresto per tentato omicidio

Durante un servizio in abiti civili in Piazza Oberdan la Polizia ha arrestato un uomo ritenuto responsabile di un’aggressione con coltello ai danni di un altro rider

Rissa tra rider in Piazza Oberdan, arresto per tentato omicidio

Mercoledì 8 aprile, durante un servizio in abiti civili finalizzato al contrasto dei reati predatori nelle zone più frequentate della città, la Polizia di Stato è intervenuta a seguito di una colluttazione tra due corrieri in Piazza Oberdan, nel quartiere di Porta Venezia.

L’azione sul posto ha portato all’arresto di un cittadino pakistano di 29 anni, indicato come l’autore dell’aggressione e ritenuto responsabile di tentato omicidio. Gli operatori, impegnati in attività di controllo in una fascia oraria serale, hanno rapidamente valutato la situazione per contenere i rischi e tutelare le persone presenti.

Intervento e dinamica dell’aggressione

Gli agenti della 6^ Sezione della Squadra Mobile hanno notato due persone in evidente stato di agitazione e hanno avvicinato il gruppo per ricostruire i fatti. Uno dei due, un cittadino afgano di 28 anni, mostrava ferite ed ha indicato l’altro come aggressore; quest’ultimo, secondo quanto riscontrato, aveva con sé un coltello. A seguito del pronto intervento la zona è stata messa in sicurezza e l’aggressore è stato bloccato. Il presunto strumento del delitto è stato ritrovato nel portavivande della sua bicicletta, elemento poi al centro degli accertamenti investigativi.

Ricostruzione immediata

I poliziotti, dopo aver isolato i soggetti coinvolti, hanno avviato le prime verifiche sul posto: sono state raccolte testimonianze e si è proceduto a foto-segnalamenti e repertamento. La presenza del coltello nel contenitore delle consegne ha avuto rilievo probatorio nella fase iniziale, e ha consentito di delineare una prima versione dei fatti, che è stata successivamente confrontata con le immagini delle telecamere presenti in zona per definire con maggiore precisione la sequenza degli eventi.

Condizioni della vittima e quadro sanitario

La persona ferita, un 28enne di nazionalità afgana, è stata soccorsa sul posto e trasportata in codice giallo all’ospedale Niguarda. Le medicazioni hanno evidenziato ferite penetranti localizzate al torace, alla zona dorsale e ai glutei; in assenza di cure tempestive tali lesioni avrebbero potuto risultare letali. Al termine delle valutazioni mediche è stata disposta la dimissione con una prognosi di 30 giorni, valore che indica la gravità degli esiti e la necessità di monitoraggio clinico.

Gravità e possibili rischi

Le ferite penetranti al torace e alla schiena comportano rischi elevati per organi vitali e per la stabilità emodinamica del paziente: per questo motivo l’intervento sanitario tempestivo è stato determinante per evitare conseguenze peggiori. In ambito medico-legale tali lesioni sono valutate con particolare attenzione quando si procede a contestazioni penali come quella di tentato omicidio, poiché la compatibilità tra arma e lesioni è elemento chiave per le imputazioni.

Accertamenti investigativi e procedimento

Le attività della Squadra Mobile, supportate dalla Polizia Scientifica, hanno previsto l’acquisizione delle immagini delle telecamere di sorveglianza e il confronto delle evidenze raccolte in sede tecnica. La ricostruzione della dinamica ha confermato la compatibilità tra le ferite riportate e l’arma ritrovata nel portavivande. A conclusione delle verifiche il 29enne è stato arrestato e trasferito alla Casa Circondariale di Milano San Vittore, dove è stato posto a disposizione dell’Autorità Giudiziaria per gli atti successivi del procedimento.

Elementi procedurali rilevanti

Tra i punti rilevanti dell’indagine figurano l’esatta sequenza dei colpi, la posizione delle parti coinvolte al momento dell’aggressione e le modalità di occultamento dell’arma. Inoltre, l’accertamento dello status amministrativo dell’arrestato — descritto come irregolare sul territorio nazionale — potrà avere ricadute sul profilo processuale e sul seguito degli atti amministrativi connessi alla custodia cautelare.

Implicazioni per la sicurezza urbana

Questo episodio evidenzia come tensioni tra lavoratori delle consegne possano rapidamente degenerare in episodi di grave violenza, con impatti sulla percezione di sicurezza nelle aree ad alta frequentazione turistica. L’intervento in abiti civili e il pronto intervento della Polizia di Stato hanno limitato il pericolo immediato, ma sollevano questioni su prevenzione, controllo del territorio e misure per evitare che strumenti contundenti vengano portati durante il servizio di consegne. Le autorità continueranno le indagini per chiarire ogni aspetto della vicenda e valutare eventuali provvedimenti a tutela dell’ordine pubblico.

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