Le forze dell'ordine hanno eseguito otto misure non detentive nei confronti di maggiorenni coinvolti negli scontri scoppiati il 22 settembre nei pressi della Stazione Centrale; precedenti provvedimenti erano stati adottati il 18 marzo

In seguito ai violenti incidenti scoppiati il 22 settembre nei pressi della stazione centrale di Milano, la Procura della Repubblica, in collaborazione con la Polizia di Stato, ha disposto l’esecuzione di otto misure cautelari non detentive a carico di altrettanti cittadini italiani maggiorenni.
L’attività investigativa è stata condotta dalla DIGOS della Questura di Milano e ha preso le mosse proprio nel giorno in cui il corteo è terminato con scontri e tentativi di forzare i cordoni delle forze dell’ordine.
Le misure cautelari e la loro natura
Il giudice per le indagini preliminari ha emesso provvedimenti che prevedono, in quattro casi, l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria e, in altri quattro, l’obbligo di presentazione con l’aggiunta dell’obbligo di dimora nel comune di residenza. Per chiarezza, nel linguaggio giuridico si intende per misure cautelari non detentive quegli strumenti che limitano la libertà personale in modo meno afflittivo rispetto alla detenzione, ma che servono a garantire il regolare svolgimento delle indagini e la tutela dell’ordine pubblico.
Tipologie e obblighi imposti
Le ordinanze dispongono obblighi diversi a seconda del ruolo contestato agli indagati durante i fatti: chi ha ricevuto solo l’obbligo di presentazione dovrà comparire periodicamente davanti alla polizia giudiziaria, mentre chi ha subito anche l’obbligo di dimora è tenuto a non allontanarsi dal comune indicato e a rispettare ulteriori prescrizioni. Queste misure sono spesso accompagnate da divieti specifici, come quello di partecipare a manifestazioni in forma di corteo, misura pensata per contenere il rischio di reiterazione di condotte violente.
Le indagini e la dinamica degli scontri
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, il corteo era stato organizzato a sostegno della Global Sumud Flotilla e, in generale, per richiamare attenzione sulla causa palestinese. Numerosi partecipanti, sotto lo slogan “blocchiamo tutto“, avrebbero ripetutamente tentato di superare gli schieramenti dei reparti inquadrati delle forze dell’ordine per raggiungere lo scalo ferroviario, dando luogo a episodi di violenza, danni a cose e lesioni ad agenti intervenuti per contenere la situazione.
Arresti e successive attività investigative
Già in flagranza durante gli scontri erano stati arrestati quattro soggetti, tra cui due minorenni, ritenuti responsabili di condotte violente contro le forze di polizia. La successiva attività investigativa della DIGOS ha portato alla denuncia di 27 persone complessive per reati legati agli episodi di piazza; a sei di queste, lo scorso 18 marzo, erano state già notificate misure analoghe non custodiali, tra obblighi di firma e divieti mirati.
Impatto giuridico e ordine pubblico
Le ordinanze emesse dal GIP mirano a bilanciare la necessità di perseguire le responsabilità penali con il principio di proporzionalità delle misure restrittive. Il ricorso a misure non detentive come l’obbligo di firma e l’obbligo di dimora è tipico quando si valutano elementi come il pericolo di reiterazione, la gravità dei fatti e la responsabilità individuale accertata fino a quel momento.
Ripercussioni sulla gestione delle manifestazioni
Le autorità hanno inoltre sottolineato l’importanza di garantire la libertà di espressione e di protesta, pur ribadendo che la tutela della sicurezza pubblica richiede il rispetto delle regole che delimitano una manifestazione in forma di corteo. In questo quadro, l’adozione di provvedimenti cautelari rappresenta uno strumento operativo per prevenire nuovi episodi di turbativa e per consentire lo svolgimento delle indagini in condizioni di efficacia e tutela per gli operatori coinvolti.
Il quadro processuale rimane aperto: gli indagati hanno avuto interrogatori preventivi e le misure odierne seguono il percorso giudiziario già avviato con le precedenti notifiche. L’evoluzione delle indagini e gli ulteriori atti dell’autorità giudiziaria definiranno i profili di responsabilità, mentre sul piano amministrativo e operativo le forze dell’ordine continueranno a modulare le misure di ordine pubblico nelle future manifestazioni.





