La squadra mobile ha bloccato tre persone accusate di aver tentato di portare via otto casse di Franciacorta da un furgone parcheggiato in via Mercato a Milano

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Nel centro di Milano, nel quartiere Brera, la Polizia di Stato ha arrestato tre persone dopo un tentativo di furto messo in atto la mattina di lunedì 9 marzo 2026. L’intervento è avvenuto durante un servizio mirato al contrasto dei reati predatori: gli agenti hanno osservato movimenti sospetti attorno a un furgone parcheggiato in via Mercato e, dopo aver seguito la dinamica, sono intervenuti bloccando i responsabili.
Il valore della refurtiva al centro dell’azione era di circa 1.300 euro, corrispondente a otto casse di Franciacorta.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, i tre uomini, cittadini peruviani di 48, 41 e 31 anni, avevano un piano coordinato: uno faceva da palo, un altro attivava la sponda idraulica del mezzo con strumenti tecnici e il terzo si occupava del carico e della fuga. Gli agenti, presenti sul posto per un servizio preventivo, hanno assistito alla sequenza e sono intervenuti tempestivamente, fermando il soggetto che stava manovrando la pedana e raggiungendo gli altri due poco dopo.
Il modus operandi osservato dalla polizia
La dinamica del tentativo di furto è stata rapida e organizzata: intorno alle 11.30 uno degli indagati è sceso da un’auto per avvicinarsi al furgone mentre restava in contatto con gli altri tramite dispositivi di comunicazione. Il complice più anziano ha forzato il sistema di comando della sponda e ha azionato il circuito idraulico per abbassare la pedana, agevolando il trasferimento delle casse di vino. Questo tipo di intervento richiede una certa dimestichezza con il mezzo e con gli strumenti impiegati, come la chiave impiegata per simulare l’azionamento dell’interruttore.
Strumenti e tecniche usate
Durante la perquisizione del veicolo in cui viaggiavano i tre, gli agenti hanno rinvenuto una chiave compatibile con l’accensione dell’interruttore stacca-batteria, elemento che ha confermato la tesi investigativa. Il termine stacca-batteria indica un dispositivo che permette di interrompere o ripristinare il circuito elettrico del veicolo, in questo caso usato per mettere in funzione la sponda idraulica senza l’autorizzazione del proprietario. L’utilizzo di tali strumenti rende il reato più organizzato e contribuisce all’aggravante contestata dagli inquirenti.
L’intervento e le successive fasi dell’arresto
Gli agenti della VI Sezione della Squadra Mobile hanno bloccato immediatamente l’uomo che stava azionando la pedana; gli altri due hanno tentato la fuga ma sono stati raggiunti in breve tempo: uno è stato fermato in Foro Bonaparte, mentre il più giovane è stato intercettato in via Madonnina dagli agenti motociclisti delle Nibbio dell’Ufficio Prevenzione Generale. L’azione coordinata tra pattuglie a piedi e unità motorizzate ha reso possibile l’arresto senza che la refurtiva lasciasse la zona.
Contestazioni e quadro legale
I tre sono stati accusati di furto aggravato in concorso. L’aggravante deriva sia dalla modalità organizzata dell’azione sia dall’uso di strumenti atti a eludere la sicurezza dei mezzi di trasporto. Gli elementi raccolti dagli operatori — osservazione diretta, riscontro degli strumenti rinvenuti e la dinamica documentata — costituiscono la base dell’attività investigativa che ora prosegue con gli atti formali presso la competente autorità giudiziaria.
Implicazioni per la sicurezza urbana e prevenzione
Questo episodio mette in luce come i reati predatori possano assumere caratteristiche di operazioni pianificate, con ruoli distinti e strumenti specifici. Il caso sottolinea l’importanza di servizi mirati di prevenzione nelle aree commerciali e nelle zone di carico-scarico, dove i mezzi di trasporto possono rappresentare un obiettivo per bande organizzate. La presenza della Polizia di Stato e la prontezza degli operatori hanno impedito che la merce venisse sottratta, dimostrando l’efficacia delle pattuglie specializzate nei quartieri centrali come Brera.
Le indagini proseguiranno per chiarire eventuali collegamenti con altri episodi simili e per ricostruire eventuali ruoli ulteriori nella rete dei sospetti. Nel frattempo, gli arrestati restano a disposizione dell’autorità giudiziaria in attesa delle procedure previste dalla legge, mentre le forze dell’ordine valutano ulteriori misure di controllo nelle aree più esposte a questo tipo di condotte.



