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Tentato furto in un caveau a Milano: intruso liberato dopo ore e posto in arresto

Un uomo di 24 anni è rimasto per ore nel caveau di una filiale di viale Certosa, liberato dai vigili del fuoco e arrestato dai carabinieri per tentato furto aggravato

La sera del 20/02/2026 una filiale bancaria in viale Certosa, a Milano, è stata teatro di un tentativo di colpo. Il presunto autore è rimasto intrappolato all’interno del caveau per diverse ore. Secondo le ricostruzioni, la sua presenza è stata segnalata dal servizio di vigilanza privata dopo che le telecamere di videosorveglianza avevano ripreso movimenti sospetti nei locali sotterranei.

L’intervento coordinato tra la vigilanza, i Carabinieri e i Vigili del Fuoco ha consentito la liberazione dell’intruso e il suo arresto con l’accusa di tentato furto aggravato.

Come si è svolto l’intervento

Il sospetto, un giovane di 24 anni di origine bengalese, sarebbe entrato nella filiale durante l’orario di apertura e avrebbe raggiunto il locale delle cassette di sicurezza. La scoperta è avvenuta la sera stessa, quando il personale di vigilanza ha allertato i Carabinieri del Nucleo Radiomobile. All’arrivo delle forze dell’ordine, il caveau non risultava immediatamente accessibile. Le chiavi necessarie erano custodite in una cassaforte dotata di serratura temporizzata, programmata per sbloccarsi la mattina successiva. Per consentire l’apertura sono intervenuti anche i Vigili del Fuoco, che hanno operato sulle misure meccaniche senza danneggiare il contenuto delle cassette. L’azione congiunta ha permesso la liberazione dell’intruso e il suo arresto con l’accusa di tentato furto aggravato.

Ruolo della videosorveglianza e della vigilanza

La presenza delle telecamere ha consentito di individuare il soggetto all’interno dei locali e di ricostruire la dinamica dell’ingresso. Le registrazioni hanno permesso alla vigilanza privata di fornire ai Carabinieri una descrizione dettagliata dell’intruso. L’accesso ai piani sotterranei e le difficoltà nell’aprire gli apparati di sicurezza hanno tuttavia reso l’intervento più complesso rispetto a un normale sopralluogo. La cooperazione tra operatori della sicurezza e forze dell’ordine ha facilitato lo scambio di informazioni e l’ottenimento di immagini utili alle indagini. Sono in corso accertamenti tecnici sugli apparati di sicurezza per stabilire modalità e tempi dell’effrazione.

Il soccorso dei Vigili del Fuoco e le operazioni di apertura

Seguono accertamenti tecnici sugli apparati di sicurezza per stabilire modalità e tempi dell’effrazione. Per consentire l’accesso ai locali è stato richiesto l’intervento del Vigili del Fuoco, che ha impiegato mezzi e squadre specializzate.

Alle operazioni ha partecipato personale USAR (unità di ricerca e soccorso in ambienti complessi), addestrato per interventi in strutture con accessi particolari. I pompieri hanno forzato una cassaforte che conteneva le chiavi del caveau per agevolare l’ingresso degli inquirenti.

La serratura del caveau risulta danneggiata dall’interno, verosimilmente durante i tentativi di effrazione attribuiti al soggetto. Il danneggiamento ha allungato i tempi di apertura effettiva e ha reso necessarie procedure tecniche più complesse.

Restano in corso le verifiche documentali e peritali per chiarire l’entità dei danni e i tempi degli interventi. Le autorità competenti procederanno con ulteriori accertamenti tecnici per definire responsabilità e dinamica precisa dell’accaduto.

Tempi dell’operazione e intervento medico

Le operazioni di apertura sono durate quasi nove ore e si sono concluse nelle prime ore del mattino successivo. Le squadre hanno eseguito le manovre necessarie per liberare l’uomo e garantire la sicurezza dell’area.

Durante l’intervento sono intervenute ambulanze e il servizio 118, che hanno effettuato i primi controlli sanitari sul posto. L’uomo è stato dichiarato in buone condizioni fisiche al momento dell’estrazione e successivamente affidato ai militari per le procedure di rito; le sue condizioni sono rimaste stabili durante il trasferimento.

Esito giudiziario e ricadute operative

Al termine delle operazioni il ventiquattrenne è stato arrestato con l’accusa di tentato furto aggravato. I militari del Nucleo Radiomobile hanno formalizzato il provvedimento dopo gli accertamenti sul posto.

L’episodio mette in evidenza come le misure di sicurezza bancarie, in particolare le serrature temporizzate e le custodie per le chiavi, possano rallentare un tentativo di furto. Le stesse misure possono però complicare le operazioni di soccorso quando una persona risulta bloccata all’interno.

Le autorità hanno avviato ulteriori verifiche per ricostruire modalità e responsabilità. L’indagine prosegue con acquisizione di rilievi e testimonianze per chiarire sviluppi e possibili implicazioni operative.

L’episodio conferma la necessità di una cooperazione tra istituti di vigilanza, forze dell’ordine e servizi di soccorso per gestire eventi complessi. I dispositivi di sicurezza hanno limitato l’accesso immediato al materiale custodito e ridotto il rischio per le persone. L’intervento coordinato ha permesso di risolvere la vicenda senza danni rilevanti. Le verifiche tecniche e l’acquisizione di testimonianze proseguiranno per chiarire responsabilità e possibili implicazioni operative.

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