×

Smantellamento del cantiere Residenze LAC a Baggio: rischi e richieste di intervento

A via Cancano 5 il cantiere delle Residenze LAC, sotto sequestro dal luglio 2026, sarà smantellato a febbraio 2026: il Comitato Famiglie Sospese solleva preoccupazioni su decoro, sicurezza e il bisogno di una norma nazionale per sbloccare cantieri fermi

Milano — Baggio, quartiere di famiglie, biciclette e voci di bambini che rimbalzano tra i cortili: qui la gru delle Residenze LAC in via Cancano 5 non taglia più l’orizzonte. Nei giorni scorsi gli operai hanno iniziato a smontare quanto era stato costruito fino al fermo del cantiere; le maglie del recinto si animano ora di camion e piattaforme che smontano impalcature e ponteggi.

Sul posto si vedono squadre specializzate al lavoro, caschi e segnali che presidiano un’area che fino a poco tempo fa prometteva nuove abitazioni.

Dietro lo smontaggio ci sono numeri e ragioni concrete. La committente, Nexity Milano – Parco Delle Cave Srl, ha spiegato che il prolungato blocco — nato dal sequestro disposto nell’ambito dell’indagine sull’urbanistica — ha reso insostenibili i costi fissi e i rischi finanziari legati al cantiere. Così, piuttosto che lasciare strutture a metà e oneri in continuo aumento, è scattato il piano di rimozione delle parti già realizzate.

A guardare il cantiere da strada si capisce però che la questione non è solo economica. “Abbiamo comprato pensando a una vita più tranquilla, ora viviamo tra mezzi e cancelli”, racconta un residente, che preferisce restare anonimo. Il Comitato Famiglie Sospese, guidato da Filippo Maria Borsellino, parla di perdite immediate per chi ha investito e di “danno esistenziale” per le famiglie sospese nell’incertezza: risparmi bloccati, progetti di vita rimandati, e la sensazione di abitare accanto a uno spazio che potrebbe degradarsi.

L’altro timore è quello del degrado fisico e sociale. Gli esponenti del comitato descrivono gli edifici incompiuti come “scheletri edilizi”: luoghi che, se non presidiati, possono attrarre microcriminalità, atti vandalici o incendi dolosi. Di sera, i lampioni che illuminano la strada non bastano a cancellare l’impressione di un’area vulnerabile, dove la quotidianità dei residenti deve fare i conti con cantieri aperti e transenne.

Le richieste del territorio sono chiare e concrete. Il comitato chiede procedure immediate per mettere in sicurezza i siti sequestrati e meccanismi per coprire i costi di conservazione temporanea, evitando che i cantieri sospesi diventino pericoli pubblici. Più in generale, si invoca un provvedimento normativo nazionale che disciplini come intervenire quando un cantiere è bloccato: regole che permettano di decidere rapidamente se riavviare, completare o smantellare, e chi debba farsi carico dei relativi oneri.

Non è la prima volta che Milano si confronta con cantieri lasciati a metà. Osservatori locali e operatori del settore rimarcano come questi casi vanifichino investimenti e intacchino il decoro urbano. Le istituzioni sono chiamate a trovare un equilibrio: rispettare le indagini in corso ma al tempo stesso tutelare la sicurezza pubblica, la vivibilità dei quartieri e gli interessi dei cittadini. Senza un quadro normativo chiaro, dicono gli interlocutori, lo stallo rischia di ripetersi con costi economici e sociali difficili da sostenere.

Per ora lo smantellamento procede; resta però aperta la partita sul futuro dell’area: riqualificazione, sorveglianza temporanea o un nuovo progetto da ripensare. Dal rumore dei cantieri emerge una richiesta semplice e urgente — che le autorità diano risposte chiare e tempi certi — perché i cortili, le strade e le vite intorno a via Cancano tornino ad avere la calma e la sicurezza che la città si aspetta.

Leggi anche

la morte di abderrahim mansouri i 23 minuti che sollevano dubbi 1771553087
Cronaca

La morte di Abderrahim Mansouri: i 23 minuti che sollevano dubbi

20 Febbraio 2026
Una sparatoria durante un’operazione antidroga a Rogoredo ha portato all’apertura di un’inchiesta dopo che tra lo sparo e la richiesta di soccorso sono trascorsi 23 minuti; emergono dubbi su armi, responsabilità e procedure