Un sopralluogo sul tetto nel centro di Cremona è finito in tragedia per Catalin Moise Robu: la comunità e i sindacati chiedono risposte su sicurezza e controlli

Catalin Moise Robu, 55 anni, residente a Ghisalba, è morto il pomeriggio del 16 febbraio durante un sopralluogo in centro a Cremona. L’operaio è precipitato da circa 10 metri mentre si trovava su una piattaforma elevatrice per controllare la copertura di un edificio in corso Vittorio Emanuele II.
I soccorsi sono arrivati in breve tempo, ma il personale medico ha potuto solo constatare il decesso sul posto. Secondo i documenti a disposizione, l’intervento era volto a riparare un’infiltrazione: ora le autorità stanno svolgendo accertamenti amministrativi e penali per ricostruire quanto accaduto e individuare eventuali responsabilità.
Le prime rilevazioni Sul luogo sono intervenuti vigili del fuoco e polizia municipale che hanno eseguito rilievi fotografici e misurazioni sulla posizione della piattaforma elevatrice. I tecnici hanno raccolto elementi utili alla ricostruzione della dinamica e segnaleranno la necessità di verificare la documentazione di conformità e i registri di manutenzione dell’apparecchiatura.
Come è avvenuta la caduta Dai verbali emerge che l’operaio, accompagnato dal titolare dell’azienda edile, si era alzato con un cestello mobile per esaminare la zona delle tegole dove era stata segnalata l’infiltrazione. Quando si è spinto in avanti per osservare meglio la copertura ha perso l’equilibrio e ha fatto un volo di circa 10 metri. L’allarme al 118 è stato lanciato intorno alle 14:30 del 16 febbraio, ma la caduta si è rivelata purtroppo mortale.
Sopralluoghi e indagini in corso Sul posto sono arrivati anche carabinieri della radiomobile, militari dell’ispettorato del lavoro, vigili del fuoco e personale dell’ATS Valpadana per gli accertamenti tecnici. Il magistrato di turno, Paolo Rizzardi, ha coordinato le attività sul luogo e valutato i passaggi successivi: tra le ipotesi al vaglio c’è anche l’esecuzione dell’autopsia, oltre alla verifica della conformità delle misure di sicurezza adottate dall’azienda.
Nei prossimi giorni proseguiranno sopralluoghi tecnici e audizioni di testimoni. Particolare attenzione sarà posta sui dispositivi di protezione individuale, sulla manutenzione del cestello mobile e sui registri aziendali che attestano le procedure di sicurezza: documenti che potranno chiarire se si sia trattato di una tragica fatalità o di una serie di omissioni.
La vittima e la comunità Robu lascia la moglie Camelia e i due figli maggiorenni, Riccardo e Simina. Vicini e colleghi lo descrivono come una persona riservata e ben inserita nella vita del paese. Il figlio ha saputo della tragedia mentre si trovava a Vicenza per lavoro; il titolare dell’impresa ha poi accompagnato i familiari a Cremona, come risulta dai verbali.
La morte di Robu ha scosso la comunità di Ghisalba e il mondo del lavoro locale. Autorità e sindacati hanno espresso cordoglio e richiamato l’urgenza di rafforzare la prevenzione nei cantieri: il caso è stato citato per sottolineare quanto siano complesse e delicate le verifiche tecniche e amministrative necessarie a garantire la sicurezza sul lavoro.
Reazioni sindacali e questioni di sicurezza Fillea Cgil e la Cgil di Bergamo hanno sottolineato come l’incidente metta in luce criticità strutturali nel sistema di controlli e nella formazione. Nei comunicati si accusa una scarsa regolarità nei controlli periodici e lacune nelle procedure interne, fattori che, secondo i sindacati, aumentano il rischio di incidenti. I rappresentanti del lavoro hanno richiamato l’attenzione sulla necessità di investimenti concreti in prevenzione e su programmi formativi uniformi: dalla loro ricostruzione, nella sola provincia di Bergamo si registrano 22 vittime sul lavoro, quattro in più rispetto all’anno precedente.
Passi successivi della procura La procura ha aperto accertamenti per chiarire la dinamica dell’accaduto e verificare il rispetto delle norme. L’eventuale autopsia sarà decisa dal magistrato e potrebbe fornire indicazioni su orario e modalità del decesso. Intanto la salma resta all’obitorio di Cremona in attesa delle determinazioni dell’autorità giudiziaria e dei risultati delle analisi tecniche.
Controlli, documenti e responsabilità Gli organi ispettivi verificheranno l’idoneità della piattaforma elevatrice, l’uso dei dispositivi di protezione individuale, la formazione del personale e la documentazione di cantiere. Gli esiti delle ispezioni saranno inseriti nel fascicolo processuale e serviranno a stabilire se l’incidente sia nato da concause tecnico-organizzative o da specifiche responsabilità aziendali. Per la famiglia rimane il dolore per la perdita; per la comunità, la richiesta di risposte e di azioni concrete che possano evitare altri drammi simili.





