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Commemorazione a Milano per Luigi Marangoni nel 45° anniversario

La città ha ricordato Luigi Marangoni nel 45° anniversario della sua uccisione con una cerimonia al giardino a lui intitolato, alla quale hanno partecipato autorità, familiari e rappresentanti dell'ospedale che dirigeva

Questa mattina il Giardino Luigi Marangoni è stato teatro di una commemorazione che ha richiamato cittadini e istituzioni per ricordare la figura di Luigi Francesco Marangoni, ucciso il 17 febbraio 1981. La cerimonia si inserisce nel quadro di iniziative cittadine dedicate alla memoria storica e alla riaffermazione dei valori democratici: il gesto pubblico voleva sottolineare l’importanza della memoria come presidio contro la violenza politica e il terrorismo.

La cerimonia e i partecipanti istituzionali

All’evento hanno preso parte rappresentanti dell’amministrazione comunale e dell’ospedale che Marangoni ha diretto: tra loro l’assessore allo Spazio Pubblico e Edilizia Scolastica Marco Mazzei, il vicepresidente del Municipio 7 Manuel Sciurba, il presidente della Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico Marco Giachetti e il direttore generale Matteo Stocco. La presenza di queste cariche istituzionali ha conferito alla commemorazione un carattere ufficiale, con un richiamo esplicito al dovere delle istituzioni di custodire la memoria collettiva e di promuovere l’impegno civico.

Rituali della commemorazione

La celebrazione si è svolta con la deposizione di una corona d’alloro e un minuto di raccoglimento accompagnato dal brano del Silenzio, momenti che hanno scandito la commemorazione e hanno offerto spazio alla riflessione. I discorsi pronunciati hanno enfatizzato il valore della responsabilità pubblica e il ruolo delle istituzioni come garanti della legalità: concetti ribaditi più volte dagli oratori come chiave per evitare che la memoria si affievolisca.

La figura di Luigi Marangoni e il contesto storico

Luigi Francesco Marangoni, nato a Pavia l’11 agosto 1937, era alla guida dell’Ospedale Maggiore di Milano quando venne assassinato il 17 febbraio 1981 da un commando che l’azione fu rivendicata dalle Brigate Rosse – Colonna Walter Alasia. Questo episodio è parte di una stagione di violenza politica che ha segnato l’Italia, e la vicenda personale di Marangoni è spesso ricordata come simbolo della dedizione al servizio pubblico e della difesa delle istituzioni sanitarie e della legalità.

Riconoscimenti e eredità

In memoria del suo impegno, Marangoni è stato insignito della medaglia d’oro al merito della sanità pubblica, un riconoscimento che sottolinea l’importanza del suo lavoro e il sacrificio subito. La scelta di intitolare un giardino alla sua memoria rappresenta una volontà civica di mantenere vivo il ricordo, trasformandolo in un luogo fisico dove le nuove generazioni possono incontrarsi e conoscere la storia locale.

Il significato pubblico della commemorazione

La cerimonia non è stata solo un atto di ricordo privato: con la partecipazione della moglie e della figlia, oltre a familiari e amici, si è voluto riaffermare un messaggio pubblico. Gli interventi hanno evidenziato come il ricordo di Marangoni debba servire da monito e come la memoria collettiva sia un elemento essenziale per difendere i valori della democrazia e della convivenza civile. La presenza di autorità sanitarie e amministrative ha inoltre rimarcato il legame tra il mondo della salute pubblica e la comunità cittadina.

Attraverso gesti simbolici come la deposizione della corona e i discorsi ufficiali, Milano ha rinnovato l’impegno a non dimenticare coloro che hanno dedicato la propria vita al servizio pubblico e che sono stati vittime della violenza politica.

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