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Truffe agli anziani: tre arresti tra Milano e Imperia dopo il ritrovamento dell’oro

un'operazione della polizia locale e dei carabinieri porta all'arresto di tre presunti truffatori: il colpo è scattato dopo la segnalazione di un'auto sospetta e la scoperta di un ingente bottino nascosto in un tubo di patatine

Il 12/02/2026 la collaborazione tra più forze di polizia ha portato all’arresto di tre persone accusate di una serie di raggiri e rapine messe a segno ai danni di persone anziane. L’intervento degli agenti è scattato a Milano dopo la segnalazione dei carabinieri di Imperia e si è concluso con il recupero di un’ingente quantità di valori, nascosti in modo insolito dentro un tubo di patatine.

Le persone fermate, tutte originarie di Napoli, sono un diciottenne, una trentatreenne e un ventiquattrenne. Gli indizi raccolti e le dichiarazioni rese durante le fasi iniziali delle indagini hanno permesso di collegare i tre a due episodi distinti, uno avvenuto in Liguria e l’altro nel capoluogo lombardo.

Come è scattata l’operazione

L’azione si è sviluppata nel pomeriggio, quando in via Giovanni Battista Cassinis, all’imbocco della stazione di Rogoredo, è stata fermata una Citroën bianca con il tettuccio rosso segnalata come possibile mezzo di fuga. Alla vista degli agenti, il giovane a bordo ha tentato la fuga a piedi in direzione dei binari, arrivando a scagliare un monopattino contro gli operatori prima di essere bloccato.

Durante il controllo sono emersi elementi che hanno fatto subito sospettare il coinvolgimento del gruppo in reati legati alle truffe agli anziani: nel borsello del diciottenne sono stati trovati gioielli corrispondenti a quelli denunciati come rubati e, nell’abitacolo dell’auto, occultati in un tubo di patatine, sono stati rinvenuti lingotti, monete d’oro e altre fedi e preziosi per un valore stimato di oltre 70.000 euro, insieme a circa 4.000 euro in contanti.

Le truffe ricostruite

Secondo gli accertamenti, il gruppo avrebbe agito con lo stesso modus operandi in entrambi gli episodi: telefonate allarmistiche a persone anziane in cui i malviventi si spacciavano per appartenenti alle forze dell’ordine, sostenendo che un parente fosse coinvolto in una rapina o che fosse collegato a targhe clonate. Con la scusa di inviare un “perito” per verificare i gioielli, riuscivano a farsi consegnare i preziosi o a sottrarli usando la forza.

Il caso di imperia

La mattina dello stesso giorno una donna di 85 anni era stata vittima di una truffa degenerata in rapina: dopo la telefonata, i malviventi avrebbero indotto la vittima a mettere i gioielli su un tavolo per la verifica e, nella confusione, se ne sarebbero poi impadroniti strappando via il sacchetto con i preziosi. La descrizione dell’auto con il tettuccio rosso ha permesso ai carabinieri di segnalare il mezzo, innescando le indagini coordinate con la polizia locale milanese.

Il colpo a milano

Poche ore dopo, a Milano, una coppia di anziani di 84 e 92 anni ha ricevuto la stessa telefonata ingannevole: anche in questo caso un uomo si è finto agente e ha sostenuto la necessità di un riscontro sui gioielli di famiglia. Tra i monili sottratti c’era proprio un bracciale con una medaglia a tema cavalleresco, poi ritrovato nel borsello del giovane fermato alla stazione.

Seguono indagini e misure cautelari

Grazie alle ammissioni rese sul posto dalla donna fermata e agli incroci con le denunce dei carabinieri di Imperia, gli agenti sono risaliti al terzo complice: il ventiquattrenne, compagno della trentatreenne, è stato rintracciato dopo avere lasciato un bed & breakfast in via Padova e mentre cercava di allontanarsi dall’autostazione di Lampugnano.

Al termine delle operazioni i tre sono stati portati nel carcere di San Vittore. Per il diciottenne è scattata l’accusa di truffa aggravata in flagranza, mentre per gli altri due è stato disposto il fermo per i fatti contestati in Liguria, con le indagini ancora in corso per ricostruire eventuali complicità ulteriori e la dinamica completa degli episodi.

Elementi raccolti e percorsi investigativi

Nel corso della perquisizione sono stati catalogati i preziosi e gli strumenti utilizzati per occultarli: il rinvenimento nel tubo di patatine ha costituito una prova materiale che ha permesso di collegare immediatamente il bottino alle denunce. Le forze dell’ordine hanno avviato inoltre gli accertamenti per comparare i gioielli con le segnalazioni delle vittime e verificare possibili precedenti della banda.

Questo caso mette in luce come i malintenzionati spesso adottino stratagemmi psicologici per sfruttare la vulnerabilità degli anziani: la raccomandazione delle autorità rimane quella di verificare sempre l’identità di chi chiama e, in caso di dubbi, contattare direttamente la compagnia telefonica delle forze dell’ordine o i familiari prima di consegnare valori o denaro.

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