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Sopravvissuto a una valanga a gressoney: recupero dopo ore di ricerche

un milanese di 44 anni è stato estratto vivo dopo essere stato travolto da una valanga a gressoney: la breve chiamata al 112 e il lavoro delle squadre di soccorso hanno fatto la differenza

I fatti

Il 13/02/2026 un’escursione sopra Gressoney-La-Trinité si è trasformata in un’emergenza. Un uomo di 44 anni è stato travolto da una slavina durante la discesa. L’incidente ha mostrato come piccoli fattori possano determinare esiti molto diversi in ambiente montano.

Una bolla d’aria, la permanenza del cellulare agganciato a una cella telefonica e il rapido intervento delle squadre di soccorso hanno permesso il recupero dell’escursionista. La combinazione di questi elementi ha reso possibile un intervento che inizialmente appariva difficile.

L’allarme lanciato dal diretto interessato

L’uomo, identificato come Alfonso Flostergher, originario di Milano e residente in Valle d’Aosta, ha composto il numero di emergenza dopo essere rimasto sommerso da circa un metro e mezzo di neve. Durante la brevissima conversazione con il 112 ha pronunciato «sto soffocando», frase interrotta pochi istanti dopo. La comunicazione è stata tuttavia sufficiente per avviare le operazioni di soccorso.

La chiamata ha permesso di localizzare la cella telefonica a cui il dispositivo era agganciato. Questa indicazione ha fornito ai soccorritori una prima area di ricerca, riducendo i tempi di intervento in un ambiente vasto e impervio. Le equipe hanno sfruttato immediatamente le coordinate della cella per organizzare la ricerca sul campo.

Il rapido aggancio dell’allarme e la successiva identificazione della cella telefonica hanno rappresentato fattori determinanti per l’esito delle operazioni, inizialmente complicate dalle condizioni del terreno. Le autorità competenti proseguiranno le verifiche tecniche e le attività di soccorso sul posto.

Le operazioni di ricerca e il ruolo delle unità specializzate

Subito dopo la segnalazione sono state mobilitate diverse forze per le ricerche sul posto, con coordinamento delle autorità locali. Il soccorso alpino valdostano, la Guardia di finanza, il Corpo forestale e i vigili del fuoco hanno operato in sinergia.

Le ricerche, protrattesi per oltre tre ore, hanno fatto uso di droni, strumenti fotolettrici e del supporto di unità cinofile addestrate alle valanghe. Gli strumenti fotolettrici servono per identificare segnali termici e cambi di contrasto nel terreno.

L’impiego combinato di tecnologie e personale specializzato ha consentito di coprire rapidamente vaste porzioni di territorio e di affinare i punti di ricerca indicati dalla geolocalizzazione telefonica. Le autorità proseguiranno le verifiche tecniche e le attività di soccorso sul posto per chiarire la dinamica dell’evento.

L’individuazione grazie al cane da valanga

Le operazioni di ricerca si sono concentrate dopo che un cane da valanga in servizio con la Guardia di finanza di Cervinia ha localizzato il punto esatto dove l’uomo era sepolto.

La tecnica del sondaggio lineare abbinata al fiuto dell’animale ha permesso di concentrare gli interventi in un’area ristretta. Le unità hanno così ridotto i tempi di ricerca in condizioni in cui segnali visivi o strumenti elettronici risultavano insufficienti. Le autorità proseguiranno le verifiche tecniche e le attività di soccorso per chiarire la dinamica dell’evento.

Le condizioni del sopravvissuto e il trasporto in ospedale

Dopo il ritrovamento, i soccorritori hanno stabilizzato il disperso sul posto e lo hanno trasferito all’ospedale di Aosta. Al momento dell’estrazione il corpo presentava una temperatura centrale di 27 gradi.

Flostergher era in posizione verticale, con la parte superiore del corpo protetta da una bolla d’aria tra testa e braccia. Tale circostanza potrebbe avergli consentito respiri nei primi istanti dopo la sepoltura.

Nonostante il prolungato tempo sotto la neve e l’ipotermia, le autorità sanitarie hanno riferito che il paziente non risulta in pericolo di vita. Le verifiche mediche e tecniche proseguiranno per chiarire l’entità delle lesioni e la dinamica dell’evento.

Fattori che hanno influito sull’esito

Le verifiche mediche e tecniche proseguiranno per chiarire l’entità delle lesioni e la dinamica dell’evento. A seguito del pronto intervento, diversi elementi hanno contribuito al buon esito dell’operazione.

Determinante è risultata la formazione del soccorso locale e la prontezza nella ricezione della chiamata al 112. La capacità di geolocalizzare il segnale del telefono ha ridotto i tempi di ricerca su terreni impervi. Il supporto delle unità cinofile ha integrato le ricerche, consentendo individuazioni più rapide.

La presenza di una bolla d’aria ha preservato la respirazione nelle fasi iniziali, influendo positivamente sulle condizioni cliniche. Inoltre, il rapido coordinamento tra i corpi intervenuti ha agevolato le operazioni logistiche e il trasferimento del ferito in area protetta.

Sono in corso accertamenti tecnici per ricostruire con precisione la sequenza degli eventi e valutare eventuali criticità procedurali. Ulteriori sviluppi saranno resi noti alla conclusione delle verifiche.

Contesto e altre criticità del territorio

Ulteriori controlli sono tuttora in corso e gli sviluppi saranno comunicati al termine delle verifiche. Nella stessa giornata si sono verificati distacchi di neve in più località della regione, tra cui Courmayeur, Pila, Oyace, Bionaz, Valtournenche e Valsavarenche.

Gli episodi evidenziano come le condizioni invernali possano risultare volatili e pericolose anche per escursionisti esperti. Per questo motivo si sottolinea l’importanza delle previsioni nivologiche e dell’adozione di misure di sicurezza, come l’avviso ai servizi locali prima di intraprendere uscite in aree a rischio. Si raccomanda inoltre di equipaggiarsi con dispositivi di autosoccorso e di consultare fonti ufficiali per aggiornamenti.

Si raccomanda inoltre di equipaggiarsi con dispositivi di autosoccorso e di consultare fonti ufficiali per aggiornamenti. La vicenda di Alfonso Flostergher evidenzia come la combinazione di tecnologie moderne, come droni e geolocalizzazione telefonica, e metodologie tradizionali, quali unità cinofile e sondaggio, possa fare la differenza in scenari di emergenza. Una corretta preparazione personale, la conoscenza delle procedure di autoprotezione e la prontezza nel comunicare ai numeri di emergenza restano elementi chiave per la sicurezza in montagna. Le autorità competenti manterranno il monitoraggio degli sviluppi e forniranno ulteriori indicazioni operative qualora necessario.

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