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Foodinho sotto indagine: caporalato e sfruttamento dei rider di Glovo svelati

L'inchiesta su Foodinho mette in luce gravi irregolarità nei pagamenti ai rider, suscitando serie preoccupazioni riguardo al fenomeno del caporalato nel settore della consegna alimentare.

Recentemente, si è accesa una polemica riguardante Foodinho, la società di consegna appartenente al gigante spagnolo Glovo. Il pubblico ministero di Milano, Paolo Storari, ha avviato un controllo giudiziario d’urgenza per accertare le condizioni lavorative dei rider, circa 40.000 impiegati in tutta Italia.

Le accuse riguardano pagamenti che sarebbero stati inferiori alla soglia di povertà, evidenziando un potenziale sfruttamento del lavoro.

Accuse di sfruttamento e condizioni di lavoro

Secondo le indagini condotte dai carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro, i rider avrebbero ricevuto compensi che, in alcuni casi, risultano addirittura fino al 76,95% sotto la soglia di povertà. Questo ha generato forte indignazione e richieste di riforme legislative per garantire una tutela adeguata ai lavoratori di questo settore.

Dettagli sulle indagini

Il provvedimento d’urgenza della Procura di Milano coinvolge non solo la società, ma anche il suo amministratore unico, Pierre Miquel Oscar. Le indagini attestano che Oscar avrebbe impiegato manodopera in condizioni di sfruttamento, approfittando dello stato di bisogno dei lavoratori. La retribuzione ricevuta dai rider non garantirebbe una esistenza dignitosa, come previsto dall’articolo 36 della Costituzione italiana.

Il dibattito sulla natura del lavoro dei rider

Un altro aspetto critico di questa vicenda è la qualificazione del rapporto di lavoro tra rider e piattaforme. Le attuali normative, in particolare il decreto legislativo 81/, suggeriscono che i rider non siano considerati lavoratori autonomi, ma piuttosto dipendenti con diritti. Tuttavia, la classificazione dei rider come lavoratori indipendenti continua a prevalere, il che pone interrogativi sulla loro reale condizione lavorativa.

Contratti e salari inadeguati

Il contratto collettivo nazionale di lavoro, stipulato tra il sindacato Ugl e Assodelivery, ha suscitato critiche per la sua tendenza a legittimare il pagamento a cottimo. Questa situazione ha contribuito a mantenere bassi i salari dei rider, che rimangono al di sotto delle soglie di povertà. Indagini rivelano che un numero significativo di rider percepisce meno di 5.000 euro all’anno, violando le normative sul lavoro.

Reazioni e prospettive future

Le reazioni a questa inchiesta sono state immediate. L’Unione Sindacale di Base ha espresso forti preoccupazioni riguardo alla condizione dei rider, evidenziando che non sono lavoratori autonomi, ma dipendenti a tutti gli effetti. La loro organizzazione del lavoro è totalmente controllata dalle piattaforme, rendendo evidente la subordinazione a cui sono soggetti.

Riforme necessarie per i diritti dei lavoratori

In questo contesto, è fondamentale che vengano messe in atto riforme significative per tutelare i diritti dei lavoratori. L’applicazione del CCNL Logistica, Trasporto Merci e Spedizione a tutti i rider è una richiesta che cresce di giorno in giorno. È essenziale che i rappresentanti sindacali si attivino per garantire il rispetto dei diritti dei lavoratori e per porre fine a qualsiasi forma di sfruttamento.

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