Le Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026 si avvicinano rapidamente, suscitando un crescente dibattito e contestazioni.

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Con l’avvicinarsi delle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026, si preannunciano numerose proteste da parte di diverse associazioni e gruppi sociali. Le preoccupazioni principali riguardano l’impatto ambientale dell’evento e le disuguaglianze sociali che ne derivano.
Il giorno dell’inaugurazione, previsto per venerdì, è già stato segnato da un programma fitto di manifestazioni.
Alle 9:30, in piazzale Leonardo da Vinci, il collettivo Cambiare Rotta e la Rete della Conoscenza si riuniranno per esprimere il loro dissenso nei confronti della presenza dell’agenzia statunitense per l’immigrazione, Ice, che, sebbene non operativa sul campo, ha sollevato polemiche a causa di episodi controversi avvenuti negli Stati Uniti.
Le manifestazioni organizzate
Successivamente, alle 11:00, il sindacato di base Cub organizzerà un presidio in piazzale Loreto. Durante questo incontro, si discuteranno le condizioni di lavoro dei dipendenti del settore turistico, che, in vista delle Olimpiadi, hanno visto aumentare i profitti delle strutture ricettive. Il presidio inizialmente avrebbe dovuto tenersi di fronte alla sede di Federalberghi, ma le autorità locali hanno vietato l’evento a causa del passaggio della Fiamma Olimpica.
Il Comitato Insostenibili Olimpiadi prende posizione
Un altro gruppo, il Comitato Insostenibili Olimpiadi, ha programmato diverse attività di protesta. Questo comitato, il cui acronimo ricorda quello del Comitato Olimpico Internazionale, parteciperà al presidio del Cub e, in serata, si unirà a una fiaccolata popolare in viale Mar Jonio, in prossimità del quartiere di San Siro, luogo della cerimonia di apertura.
Il corteo nazionale anti-olimpico
La manifestazione continuerà il giorno successivo, sabato 7, con un corteo nazionale che partirà da piazza Medaglie d’Oro alle 15:00. Questo evento vedrà la partecipazione di rappresentanti di diversi gruppi, tra cui anarchici e movimenti antagonisti provenienti da altre nazioni. La tensione è palpabile, soprattutto dopo gli eventi accaduti a Torino con il gruppo Askatasuna.
In parallelo alle manifestazioni, Greenpeace Italia ha alzato la voce nei confronti del colosso energetico Eni, uno degli sponsor principali delle Olimpiadi. Con un video di denuncia, l’organizzazione ha evidenziato come le emissioni di Eni stiano contribuendo alla riduzione della neve e del ghiaccio, elementi fondamentali per lo svolgimento delle competizioni invernali.
Il messaggio di Greenpeace
Il video di Greenpeace mostra le Olimpiadi invernali interrotte da una marea nera di petrolio, simbolizzando l’impatto negativo delle aziende inquinanti. Federico Spadini, rappresentante dell’organizzazione, ha sottolineato che è inaccettabile che chi inquina possa sponsorizzare eventi sportivi di tale rilevanza.
Riflessioni sul futuro delle Olimpiadi
La crisi climatica rappresenta una minaccia concreta per il futuro delle Olimpiadi Invernali. Secondo uno studio del Comitato Olimpico Internazionale, entro il 2080 molte località attualmente adatte ad ospitare i giochi potrebbero non essere più utilizzabili a causa del riscaldamento globale. Le preoccupazioni espresse dai manifestanti non sono quindi infondate, e la necessità di una riflessione profonda sul modello di sviluppo e di sponsorizzazione degli eventi sportivi si fa sempre più urgente.
In questo contesto, le mobilitazioni di Milano-Cortina 2026 non sono solo una questione locale, ma un appello globale a riflettere sul futuro degli sport invernali e sull’importanza di un approccio sostenibile e rispettoso dell’ambiente.





