L'omicidio di Alessandro Ambrosio sottolinea l'urgenza di implementare misure di sicurezza efficaci per la protezione del personale ferroviario.

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La tragica uccisione di Alessandro Ambrosio, un capotreno di 55 anni, ha riacceso un dibattito cruciale sulla sicurezza nel trasporto ferroviario in Italia, in particolare in Lombardia. Ambrosio è stato accoltellato mentre era in servizio su un treno regionale in Emilia-Romagna, un episodio che ha scosso profondamente non solo i suoi colleghi, ma anche l’intera comunità.
Questo evento drammatico ha messo in evidenza una realtà quotidiana che il personale di Trenord denuncia da tempo: aggressioni e minacce sono diventate parte integrante del loro lavoro. I sindacati hanno quindi deciso di alzare la voce, chiedendo cambiamenti urgenti e misure di protezione adeguate per il personale ferroviario.
Un clima di paura costante
Il lavoro sui treni è sempre più caratterizzato da un clima di tensione e paura. Ogni turno di lavoro può trasformarsi in un potenziale rischio, e ciò non è più considerato un caso isolato. Gli episodi di violenza sono diventati troppo frequenti e indicano un problema sistemico che richiede un intervento deciso e non può essere ignorato.
Richieste e misure necessarie
In seguito all’omicidio di Ambrosio, i sindacati hanno avanzato richieste specifiche per migliorare la sicurezza dei lavoratori. Queste includono misure come l’aumento della presenza di personale di sicurezza nelle stazioni e sui treni, oltre a una revisione del contratto di servizio tra Trenord e la Regione Lombardia. Attualmente, molte delle misure di sicurezza previste rimangono inapplicate, creando un’atmosfera di insicurezza che mina la serenità e la produttività degli operatori ferroviari.
Le azioni di protesta
In risposta a questi eventi, i sindacati hanno proclamato uno sciopero regionale di otto ore in Emilia-Romagna per il giorno 7 gennaio. Questa azione coinvolge non solo i lavoratori di Trenord, ma anche quelli di Trenitalia, Italo e FS Security. L’obiettivo è richiamare l’attenzione su una situazione che non può più essere trascurata.
Proteste e manifestazioni
Oltre allo sciopero, è previsto un presidio davanti alla Prefettura di Bologna, dove parteciperanno figure di spicco come il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, e l’assessora regionale Irene Priolo. Questo evento rappresenta un momento cruciale per far sentire la voce dei lavoratori e sollecitare una risposta concreta da parte delle istituzioni.
Messaggi di sicurezza e speranze per il futuro
Il messaggio che emerge con chiarezza è che la safety non deve essere solo uno slogan, ma deve tradursi in azioni concrete e reali. I lavoratori di Trenord chiedono che siano rispettati i diritti e le garanzie promesse nel contratto di servizio. La loro sicurezza non dovrebbe mai essere messa in discussione e ogni giorno che passa senza interventi adeguati è un giorno in cui i rischi aumentano.
In questo contesto, si spera che l’attenzione generata da eventi tragici come l’omicidio di Alessandro Ambrosio porti a un cambiamento reale. La sicurezza sui treni lombardi deve diventare una priorità non solo per le aziende, ma anche per le istituzioni locali e nazionali, affinché i lavoratori possano continuare a svolgere il loro lavoro senza paura.





