Un uomo di 56 anni è attualmente sotto inchiesta per l'omicidio di Aurora Livoli, il cui corpo è stato rinvenuto a Milano.

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Il caso dell’omicidio di Aurora Livoli, una giovane di 19 anni, ha assunto una piega drammatica con l’arresto di un uomo di origine peruviana. La vittima, originaria di Roma e residente nella provincia di Latina, è stata trovata senza vita il 20 dicembre in un cortile di un condominio situato in via privata Paolo Paruta a Milano. La notizia ha scosso profondamente la comunità locale, generando un’intensa attività investigativa.
Dettagli sull’indagine
Il 56enne, già detenuto per rapina, è accusato di essere coinvolto nella morte di Aurora. Le indagini hanno rivelato che pochi minuti prima di incontrare la giovane, l’uomo ha tentato di rapinare un’altra donna, aggredendola alla stazione della metropolitana M2 di Cimiano. Questa aggressione è stata descritta come particolarmente violenta, con l’uomo che ha afferrato la vittima per il collo e le ha tappato la bocca per impedirle di chiedere aiuto.
Un’aggressione violenta
Una giovane donna è riuscita a divincolarsi e a recuperare il proprio telefono cellulare, ma ha riportato ferite durante l’attacco. L’aggressore, nel tentativo di sfuggire, ha cercato di mescolarsi tra la folla, modificando l’orientamento del proprio giubbotto per confondersi. L’arresto è avvenuto il 30 dicembre, dopo che l’uomo è stato identificato grazie alle immagini delle telecamere di sorveglianza.
Autopsia e cause della morte
Il corpo di Aurora è stato sottoposto ad autopsia presso l’Istituto di medicina legale di Milano, dove sono stati riscontrati lividi sul collo, suggerendo che la ragazza potrebbe essere stata strangolata. Tuttavia, le indagini sono ancora in corso per determinare con certezza le cause del decesso. Lo zio di Aurora ha espresso preoccupazione per le circostanze che hanno portato alla sua morte, sottolineando che non si sa se la ragazza avesse incontrato qualcuno tramite i social media.
Ricerche e identificazione
All’inizio, l’identità di Aurora non era chiara, poiché non portava documenti né un telefono. Le autorità hanno diffuso un’immagine estrapolata dalle telecamere di sicurezza, che ha condotto alla sua identificazione da parte dei familiari. La giovane era scomparsa dopo essersi allontanata da casa il 4 novembre, e gli ultimi contatti telefonici risalgono al 26 novembre.
Il caso di Aurora ha sollevato interrogativi su sicurezza e giustizia, attirando l’attenzione su come le persone vulnerabili possano essere esposte a rischi. Le indagini continuano a rivelare dettagli inquietanti riguardo alla vita della giovane e alle circostanze che l’hanno portata a Milano. Con un indagato già in carcere e ulteriori accertamenti in corso, la comunità attende risposte e giustizia per Aurora.
Le autorità stanno attualmente esaminando i rapporti tra i vari eventi, inclusa la tentata rapina, al fine di stabilire un legame diretto con l’omicidio. Si nutre la speranza che le indagini possano condurre a una risoluzione rapida e che la memoria di Aurora venga onorata attraverso la giustizia.





