Il Grande Viaggio della torcia olimpica: un simbolo di unità e passione per lo sport in vista di Milano Cortina 2026.

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Il mondo dello sport è in fermento per l’arrivo delle Olimpiadi e Paralimpiadi di Milano Cortina 2026, ma diciamoci la verità: c’è un aspetto che spesso viene sottovalutato. La torcia olimpica, quel simbolo di speranza e di unione, sta per intraprendere un viaggio che non è solo fisico, ma anche emotivo. Il suo passaggio attraverso le regioni italiane rappresenta un’opportunità unica per riscoprire la passione per lo sport e il valore della comunità. Ma cosa significa veramente tutto questo? E chi ne trarrà vantaggio?
Un viaggio lungo 12.000 chilometri
Il percorso della torcia olimpica si snoderà per ben 12.000 chilometri, coinvolgendo 10.001 tedofori in 63 giorni. Un numero che, se da un lato impressiona, dall’altro solleva interrogativi: chi realmente partecipa a questa celebrazione? Non è solo un evento per i grandi atleti, ma anche per le comunità locali che desiderano farsi sentire. Tuttavia, la realtà è meno politically correct: non tutti i cittadini saranno coinvolti in modo significativo. Molti si limiteranno a guardare da lontano, mentre i veri protagonisti saranno sempre gli stessi.
Inoltre, il percorso toccherà ben 20 regioni e 110 province. Un’incredibile opportunità per mostrare la bellezza del nostro Paese, certo, ma non dobbiamo dimenticare che ci sono regioni dimenticate, che non avranno la visibilità che meritano. La torcia arriverà a Roma il 6 dicembre 2025, ma come sarà accolto il resto d’Italia? Sarà un momento di festa o si trasformerà in un’occasione persa?
La mostra immersiva: un tuffo nella storia
La mostra “Sport e montagna tra tradizione e innovazione – Cortina d’Ampezzo” è un’altra iniziativa che accompagna questo viaggio. Curata dall’architetto Ugo Soragni, presenta un mix di installazioni multimediali e materiali storici. Certo, è affascinante vedere oggetti come la fiaccola originale del 1956 e memorabilia di atleti leggendari. Tuttavia, mi chiedo: quanta reale attenzione sarà dedicata a questi pezzi di storia? Non è solo un modo per abbellire le olimpiadi, ma un’opportunità per riflettere su quanto il nostro patrimonio sportivo sia spesso trascurato.
La mostra sarà visitabile gratuitamente, un gesto lodevole, ma la domanda rimane: quanti la visiteranno realmente? Spesso, eventi di questo tipo attirano solo il pubblico appassionato, mentre il cittadino medio rimane indifferente, perso nella routine quotidiana. Riusciremo a trasformare l’interesse in una vera passione per lo sport?
Conclusioni che fanno riflettere
Il sindaco Andrea Orlandi e l’assessore Alessandra Borghetti hanno espresso entusiasmo per questo evento, definendolo un’avventura sportiva emozionante. Ma la realtà è che, mentre i politici festeggiano e parlano di sogni, il popolo spesso si sente escluso. La torcia olimpica simboleggia unità e speranza, ma quanto di questo spirito si tradurrà in un coinvolgimento reale delle comunità? Non possiamo ignorare il fatto che ci sono ancora problematiche locali da affrontare, e che l’entusiasmo per le Olimpiadi non deve oscurare le sfide quotidiane che i cittadini devono affrontare.
In conclusione, mentre ci prepariamo per il Grande Viaggio della torcia olimpica, ricordiamoci di guardare oltre il luccichio delle medaglie e delle celebrazioni. Dobbiamo riflettere su cosa significa veramente questo evento per le nostre comunità e come possiamo far sì che il suo impatto sia duraturo. Invitiamo tutti a pensare criticamente e a partecipare attivamente, non solo come spettatori, ma come protagonisti di questo straordinario viaggio sportivo.