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Riapertura dei trasporti milanesi: tutto ciò che non vi dicono

Milano riapre il Passante ferroviario, ma i pendolari devono affrontare un aumento dei prezzi. Scopri di più su questa situazione.

Diciamoci la verità: la riapertura dei trasporti a Milano, dopo un’estate di disagi, sembra più un’operazione di facciata che una vera soluzione ai problemi dei pendolari. I lavori di manutenzione si sono conclusi, ma il ritorno alla normalità è accompagnato da rincari e incertezze.

È il momento di scavare sotto la superficie e vedere cosa si nasconde dietro questa apparente ripresa.

Un’estate di disagi e ritardi

La situazione del Passante ferroviario milanese è stata un vero incubo per i pendolari. Dopo la chiusura avvenuta il 28 luglio, che ha interrotto il servizio tra Rogoredo e Certosa/Bovisa, molti viaggiatori si sono trovati a dover affrontare una quotidianità segnata da percorsi alternativi e mezzi di superficie affollati. Se fino a quel momento i treni rappresentavano un’opzione relativamente veloce e comoda, ora ci si è ritrovati a combattere contro ritardi e viaggi più lunghi. La riapertura avvenuta il 25 agosto ha portato sollievo, ma a quale costo?

I lavori, finanziati con 5 milioni di euro, hanno riguardato il potenziamento tecnologico dei binari, una questione che si è resa necessaria dopo un’inchiesta e il sequestro avvenuto tre anni fa. Le domande sorgono spontanee: perché abbiamo dovuto aspettare così tanto per operazioni di manutenzione basilari? E che dire della trasparenza nei confronti dei pendolari, che si sono visti costretti a cambiare abitudini per un mese intero? La realtà è meno politically correct di quanto si voglia far credere.

Riapertura e rincari: un equilibrio instabile

Con la riapertura del Passante, Milano sembra finalmente tornare a viaggiare, ma l’illusione di una normalità duratura è già minacciata. A partire dal 1° settembre, i biglietti di Trenord subiranno un incremento dello 0,588%, corrispondente a circa 12 centesimi su un titolo da 20 euro. Una scelta che, sebbene giustificata da indici Istat, si presenta come un ulteriore colpo per i pendolari, già provati da un’estate di disagi.

In parallelo, anche la metropolitana si prepara a riaprire le stazioni di Lanza e Moscova, chiuse per rinnovamento. Tuttavia, il termine della chiusura di Cimiano è fissato per il 14 settembre, lasciando l’amaro in bocca a chi sperava in una ripresa immediata. Ci si domanda quindi: è davvero un miglioramento o un semplice rimpiazzo di problemi? Il re è nudo, e ve lo dico io: la situazione è tutt’altro che rosea.

Conclusione: un invito alla riflessione

Il ritorno alla normalità dei trasporti milanesi è, in effetti, un passo avanti, ma è fondamentale non perdere di vista le problematiche sottostanti. I pendolari meritano un servizio che non solo riprenda il ritmo, ma che lo faccia in modo sostenibile e giusto. L’aumento dei prezzi e i lavori che si susseguono lasciano spazio a una riflessione più ampia: siamo davvero pronti a tollerare un sistema che, ogni volta, ci mette alla prova senza offrirci risposte concrete?

Invitiamo dunque tutti a riflettere criticamente su questa situazione. La prossima volta che viaggerete in treno o in metropolitana, chiedetevi se state pagando il giusto prezzo per un servizio che dovrebbe essere all’altezza delle vostre aspettative. So che non è popolare dirlo, ma è tempo di pretendere di più.

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