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A Milano il patto pubblico-privato contro la movida selvaggia

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Il Comune di Milano provvede a stanziare 200 mila euro per il progetto. Scopriamo di più.

Movida Milano Covid

La movida notturna di Milano, ha costretto il Comune a lavorare ad un patto pubblico-privato per ristabilire una sorta di tranquillità. Stanziati 200 mila euro per finanziare associazioni di commercianti in grado di contribuire alla gestione ordinata delle aree esterne ai locali notturni più frequentati.

Movida selvaggia Milano: il Protocollo d’intesa

Nella giornata di venerdì 23 luglio, la Giunta comunale ha approvato le linee di indirizzo per sottoscrivere un Protocollo d’intesa che vede protagonisti: Palazzo Marino, la Prefettura, l’Ats della Città metropolitana, l’Università Bicocca, l’Epam (l’associazione provinciale milanese pubblici esercizi Confesercenti Milano) e l’Associazione Italiana Sicurezza Sussidiaria.

L’obiettivo, secondo la delibera dell’esecutivo, è quello di “Attivare sinergie virtuose per la messa in campo di azioni innovative per la qualità del divertimento notturno giovanile, con l’obiettivo di promuoverne un modello sano e rispettoso della città e dei suoi abitanti, per garantire ai residenti e ai fruitori contesti più sicuri, responsabili ed eco-sostenibili, limitando nel contempo i grandi assembramenti e il rumore all’aperto”.

Movida selvaggia Milano: le aree coinvolte

Le principali aree coinvolte nell’iniziativa anti-movida selvaggia -prevista dalle ore 21 del venerdì alle ore 2 del sabato e dalle 21 del sabato alle 2 della domenica- sono: piazza Duomo/piazza Mercanti; corso Garibaldi/corso Como/via Monte Grappa; Darsena/Navigli; Brera; Colonne di San Lorenzo; piazzale Archinto; quartiere Lazzaretto/via Lecco/via Melzo; Arco della Pace; Quartiere Isola; piazza Minniti/via Borsieri; Area Nolo; via Tortona.

La sottoscrizione del Protocollo avrà validità di un anno e il Comune si impegna a “introdurre, attraverso gli strumenti normativi ritenuti opportuni, eventuali limitazioni agli orari di asporto di prodotti alcolici nonché il divieto di vendita di bottiglie in vetro e lattine”. Un tema caro ai residenti e commercianti del tratto di corso Garibaldi compreso tra via Moscova e via Marsala, che dopo svariati pronunciamenti di Tar e Consiglio di Stato, Palazzo Marino si è visto costretto ad introdurre norme stringenti per garantire il diritto alla quiete dei cittadini, specialmente lo stop all’asporto dalle 22 e la chiusura dei dehor a mezzanotte in tutti i giorni della settimana.

Movida selvaggia Milano: i propositi

Tra i propositi c’è l’intenzione di:

  • aumentare le attività e i servizi di vigilanza
  • incoraggiare la presenza di un ‘coordinatore’ dei servizi di sicurezza sussidiaria attivati presso i singoli esercizi per una relazione efficace e coordinata con la polizia locale e le forze dell’ordine
  • posizionare cartelli informativi rivolti ai più giovani
  • garantire una tempestiva pulizia delle aree a maggior afflusso di pubblico per evitare e prevenire contesti di degrado
  • migliorare la fruizione degli spazi pubblici della movida grazie allo stanziamento di 200 mila euro che associazioni, enti del terzo settore e istituzioni che rappresentano i commercianti potranno utilizzare a partire dal prossimo 10 settembre, dopo aver partecipato ad appositi bandi.

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