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I grattacieli di Expo minacciano il Parco Sud e la Moratti fa pace con Ligresti

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Un destino comune a tante aree verdi metropolitane. Il cemento avanza e inghiotte anche gli ultimi fazzoletti di prato rimasti. Per dirla con i versi di una famosa canzone, "là dove c'era l'erba ora c'è…" non una città, ma Expo 2015, ovvero il pretesto oggi più in voga per edificare senza scrupoli, l'altare su cui gli speculatori del mattone sacrificano alberi e parchi, con la complicità delle istituzioni locali.

Il Parco Sud non fa eccezione.

Come fa notare il Corriere, quella del Parco Sud di Milano è una vicenda assai complessa. Territorio di confine tra i comuni della provincia sud e Milano, resta di proprietà della Provincia di Milano, tuttavia "il Pdl mira a farlo gestire da un Consorzio di Comuni, che per approvare il PTC (Piano Territoriale di Coordinamento) del Parco devono essere tutti d’accordo con la maggioranza assoluta.

Ciò significa che la sola defezione di un Comune ne potrà determinare il commissariamento."

In altre parole, il destino del Parco Sud è formalmente nella mani dei comuni, ma di fatto la Provincia potrà scavalcare il giudizio dei residenti, avvalendosi delle norme contenute nel Piano di Governo del Territorio, del Piano Territoriale Regionale, nonché sfruttando le opportunità del Piano Casa lombardo.

La cosiddetta "pace del mattone" scoppiata in seguito all'incontro tra la Moratti e l'ultradiscusso Salvatore Ligresti , interessa anche il Parco Sud, poichè c'era la necessità di sbloccare un progetto che prevede la costruzione di tre lotti da 280 mila metri quadrati complessivi in via Maconago.

La Provincia ha già avviato il censimento on-line degli alberi monumentali del Parco Sud e lo ha fatto con una nota in cui si legge che "il Parco Agricolo Sud è un importante serbatoio di biodiversità e per dare valore a questi giganti verdi, la Provincia di Milano con LIPU, Fondazione Cariplo e Parco Agricolo Sud, ha attivato un censimento sul web degli "alberi vetusti" del Parco. L'iniziativa fa parte di "Biodiversità, la chiave per il futuro dell'area metropolitana".

Salvare ciò che non si può tagliare per poi spianare la strada alle ruspe. Dopodichè, sarà il cemento.

Alcuni blogger stanno provando a far sentire la loro voce. Vi segnaliamo questo indirizzo, http://assago.blogolandia.it/ , con la speranza che l'appello non cada nel vuoto.
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