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Nicola Sapone, uno dei capi delle Bestie di Satana, tenta la via della conversione. Ma in rete nessuno gli crede

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Christian Frigerio ancora non si trova a distanza di anni: lo si sta ancora cercando nelle campagne di Brugherio, dove dovrebbe essere sepolto. A lui si aggiungono Fabio Tollis e Chiara Marino (in foto), uccisi il 17 gennaio 1998 nei boschi di Somma Lombardo, e Mariangela Pezzotta.

Tutti uccisi un un modo barbaro e atroce dalle cosiddette Bestie di Satana, di cui il blog Blogosfere Cronaca e Attualità si è occupato diverse volte.

E' di ieri la notizia che Nicola Sapone sta collaborando da un pò di tempo sulle pagine on line de la Voce d'Italia. Sapone pubblica spesso articoli dove racconta la vita del carcere e ribadisce la sua innocenza. Nel primo articolo pubblicato sul quotidiano on line, intitolato "Messa", Sapone scrive: "La vita frenetica del mondo di oggi purtroppo non dà tempo per riflettere su semplici e importanti temi come la fede, e molti come me hanno scoperto la messa "solo" grazie al carcere".

In un altro passo dello stesso articolo, il riavvicinamento alla religione appare più esplicito: "Io personalmente non andavo più a messa da quando ero bambino, non posso dire che sono un credente, ma mi piace ascoltare, durante la messa, le parabole del Vangelo, se pur così antiche, il senso del suo insegnamento è più che mai attuale".

Blogosfere Cronaca e Attualità continua:

Una conversione affidata a internet, ma per molti un bluff.

E il popolo della rete non ha risparmiato le parole più pesanti per uno dei due ex capi della setta, e c'è chi invoca addirittura la pena di morte. Ma cosa si aspettava?

Il direttore della Voce, da buon samaritano, dichiara di voler dare la possibilità a Sapone di avere una finestra sul mondo, dargli la libertà che regala la rete, di aprirsi e raccontarsi su una rubrica personale, appellandosi al fatto che, nonostante la condanna a due ergastoli, non sia stata fatta piena luce sui veri colpevoli e che Sapone potrebbe essere innocente.

Arriva a proporre una revisione del processo che faccia chiarezza sulle reali responsabilità.

Ma anche se si venisse a sapere che Sapone è innocente, la questione è un'altra. Non è ora che i media finiscano di dare questo risalto e importanza all'opinione di persone accusate di omicidio, (ma anche ex terroristi) che vengono  innalzati come modelli di redenzione? Anche se a nessuno si deve negare la possibilità di un riscatto sociale, perché le persone possono cambiare, ma Nicola Sapone in veste di "opinionista" era davvero necessario?

Forse, considerata l'atrocità della vicenda, si dovrebbe solo tacere.

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