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TuttoFood Milano 2026: tendenze, numeri e opportunità per il Made in Italy

TuttoFood 2026 riunisce istituzioni, imprese e buyer internazionali a Milano dall'11 al 14 maggio, raccontando come la tradizione si integra con le nuove richieste di mercato

TuttoFood Milano 2026: tendenze, numeri e opportunità per il Made in Italy

Entrare a TuttoFood vuol dire immergersi in un laboratorio a cielo aperto dove si incrociano eccellenze territoriali e sperimentazioni produttive. La manifestazione, ospitata a Rho Fiera Milano dall’11 al 14 maggio 2026, non è solo degustazione di prodotti: è un osservatorio sulle scelte alimentari che stanno mutando i consumi, dalla ricerca del benessere alla domanda di soluzioni pratiche per la ristorazione e la distribuzione.

In questo spazio convivono proposte tradizionali affiancate da alimenti ad alto contenuto proteico, opzioni a basso contenuto di carboidrati e ricette senza lattosio, a riprova della crescente attenzione verso varietà e inclusività.

La manifestazione attrae operatori e buyer da ogni continente e funge da cerniera tra mercati locali e catene globali. Made in Italy mantiene il ruolo di protagonista ma lo fa parlando sempre più una lingua internazionale: alleanze, programmi di internazionalizzazione e iniziative di promozione industriale cercano di trasformare il valore culturale del cibo in opportunità economiche concrete. Il risultato è un mix dinamico di promozione territoriale e innovazione di prodotto, sostenuto da numeri che confermano l’importanza strategica del comparto agroalimentare per l’economia nazionale ed europea.

La fiera in cifre: dimensione e partecipazione

L’edizione 2026 registra una crescita significativa: espositori aumentati del +20% per un totale di circa 5.000 brand, mentre i buyer top sono cresciuti del +33%, sfiorando i 4.000 partecipanti. La superficie netta espositiva è cresciuta del +15%, raggiungendo circa 85.000 m2, distribuiti in 10 padiglioni. La composizione geografica dei buyer riflette la vocazione globale dell’evento: Europa 42%, Nord America 21%, Far East e ASEAN 15%, America Latina 9%, Middle East 6% e 7% dal resto del mondo. Questi numeri sottolineano il ruolo di TuttoFood come piattaforma per l’incontro tra domanda internazionale e offerta italiana e straniera.

Il supporto all’internazionalizzazione

All’interno della manifestazione, organismi come ICE‑Agenzia giocano un ruolo chiave: grazie al Buyer’s Program sono stati coinvolti oltre 200 operatori da 36 Paesi, mentre il calendario prevede 258 iniziative dedicate al Food & Wine per il 2026. Queste azioni comprendono missioni commerciali, accordi con la grande distribuzione e strategie di e‑commerce, tutte pensate per favorire l’accesso a nuovi mercati e per sostenere le imprese italiane nel processo di internazionalizzazione.

Produzione certificata e valore economico

Nel cuore dei dibattiti emerge con forza il tema delle Indicazioni Geografiche: le produzioni DOP e IGP in Europa generano oltre 80 miliardi di euro, mentre l’Italia guida per quantità e valore con circa 900 prodotti certificati che producono un valore complessivo superiore a 20 miliardi. Il settore agroalimentare italiano, con un export che ha superato i 70 miliardi, rappresenta una delle colonne del sistema produttivo nazionale e un potente strumento di soft power. Tuttavia permangono criticità: instabilità geopolitica e variazioni nei costi energetici impattano le filiere e alcune rotte commerciali mostrano segnali di contrazione, come la flessione dell’export verso gli Stati Uniti nei primi mesi del 2026.

Dal valore territoriale alle sfide globali

Le discussioni tecniche a TuttoFood hanno approfondito come la DOP Economy possa diventare leva di competitività sostenibile, affrontando aggiornamenti normativi e l’Action Plan europeo sulle Indicazioni Geografiche. L’introduzione delle IG europee nello spazio fieristico ha rappresentato una novità: valorizzare il legame tra prodotto e territorio si conferma uno strumento essenziale per competere in contesti internazionali sempre più segmentati.

Governance, alleanze e prospettive

La cerimonia di inaugurazione, con il saluto del Ministro Adolfo Urso e la partecipazione del Ministro Francesco Lollobrigida, ha ribadito il ruolo dello strumento fieristico nel sostenere la crescita delle imprese, in particolare quelle di piccola e media dimensione. Sono state sottolineate iniziative governative come il Piano Transizione 5.0 per accompagnare la doppia transizione digitale e green. Altrettanto rilevante è la collaborazione fra soggetti fieristici: l’intesa tra Fiere di Parma e Fiera Milano, insieme alla partnership con Koelnmesse, mira a mettere a sistema competenze, relazioni e logistica per rafforzare la competitività del settore su scala internazionale.

Fra seminari, forum e aree tematiche (dalla Mixology Experience alla Italian Specialty Selection), TuttoFood conferma la sua ambizione: essere non solo una vetrina commerciale, ma un luogo in cui definire valori comuni e strategie condivise per un cibo più sostenibile, sano e accessibile. Le prossime edizioni e le iniziative legate al Food Manifesto intendono proseguire questo percorso, conciliando identità territoriale e innovazione di filiera per affrontare le sfide globali.