Milano si arricchisce di un nuovo polo culturale grazie all’iniziativa di Villepingalleria d’arte contemporanea con base a Hong Kong e ramificazioni tra Europa e Asia. La scelta è caduta sulla Chiesa di San Vittore e 40 Martirinel quartiere di viale Lucania, un edificio carico di storia che sta per diventare un punto di riferimento per gli appassionati d’arte.
La galleria, fondata da Arthur de Villepin, ha scelto questo luogo suggestivo per avviare un programma espositivo a lungo termine. L’obiettivo è creare un percorso continuo, dove le mostre non sono eventi isolati, ma capitoli di una stessa narrazione artistica.
La storia di San Vittore: da chiesa a spazio culturale
La Chiesa di San Vittore ha una storia lunga e complessa. Le prime tracce risalgono al 1064ma l’edificio attuale è stato ricostruito nel 1928 in un’area allora periferica. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, ha perso la sua funzione religiosa, diventando un punto di distribuzione di beni essenziali. Negli ultimi anni, grazie agli interventi del Municipio 4è stata messa in sicurezza e riaperta parzialmente per attività culturali.
La scelta di San Vittore non è casuale. Arthur de Villepin ha descritto il suo primo ingresso nella chiesa come un’esperienza intensa, dove il profumo della cera e l’architettura imponente hanno creato un’atmosfera unica. ‘San Vittore ha vissuto più vite,’ ha scritto de Villepin, ‘eppure, camminandoci oggi, non si percepisce una rottura. Si sente continuità.’
White Noise: la prima mostra di Marie de Villepin
L’inaugurazione del calendario espositivo è affidata a ‘White Noise’, una mostra personale di Marie de Villepinsorella del gallerista. Marie è un’artista franco-americana attiva tra Parigi e New York, nota per il suo linguaggio pittorico che mescola figurazione e astrazione.
Le opere di Marie de Villepin si inseriscono direttamente nello spazio della chiesa, creando un dialogo tra architettura e allestimento. I suoi dipinti, caratterizzati da paesaggi bruciati, forme instabili e figure appena riconoscibili, riflettono il concetto di ‘rumore bianco’, dove le immagini non si fissano mai del tutto ma restano in uno stato di transizione continua.
La mostra ‘White Noise’ è solo l’inizio di un progetto ambizioso che vedrà San Vittore trasformarsi in un laboratorio di arte contemporanea, dove storia e innovazione si incontrano.



