Una svolta significativa nelle inchieste urbanistiche milanesi: la giudice Paola Braggion ha assolto tutti gli imputati del caso Torre Milano, respingendo le accuse di abuso edilizio e lottizzazione abusiva. La sentenza, emessa il 16 giugno 2026, rappresenta un punto di svolta nelle numerose indagini aperte dalla Procura di Milano negli ultimi anni.
Il caso Torre Milano e le accuse della Procura
La Torre Milano, un grattacielo di 24 piani e 80 metri di altezza situato in via Stresa, è stato al centro di un’ampia indagine. La Procura, supportata dal Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza, aveva contestato l’uso di una Scia con atto d’obbligoun’autocertificazione, invece di un Piano attuativo con convenzione urbanistica. Secondo la pubblica accusa, la nuova costruzione sarebbe stata fittiziamente presentata come una ristrutturazione.
Le richieste della Procura e la difesa degli imputati
La pm Marina Petruzzella aveva richiesto 8 condanne e la confisca della Torre. Gli imputati, tra cui i costruttori Carlo e Stefano Rusconi, l’architetto Giovanni Maria Beretta, e gli ex dirigenti comunali Franco Zinna e Giovanni Oggioni, hanno sempre sostenuto di aver agito nel rispetto delle normative vigenti. Gli avvocati difensori hanno sottolineato che gli imputati hanno seguito le prassi indicate dal Comune e la giurisprudenza dell’epoca.
La sentenza e le motivazioni
La giudice Paola Braggion ha respinto l’impianto accusatorio, affermando che il fatto non costituisce reato. Secondo il tribunale, difetta l’elemento soggettivo del reato, sia doloso che colposo. La sentenza fa riferimento alle diverse interpretazioni della nozione di ristrutturazione emerse negli ultimi anni dalla giurisprudenza penale, amministrativa e dalla Corte Costituzionale.
Le reazioni e le implicazioni
La sentenza ha suscitato reazioni contrastanti. Il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ha espresso amarezza per la violenza verbale usata dai pm durante il processo. Gli avvocati difensori hanno espresso soddisfazione, sottolineando che la sentenza riconosce la buona fede degli imputati. Carlo Rusconi, uno degli imputati assolti, ha criticato l’approccio della Procura, definendolo un tentativo di colpirne uno per educarne cento.
Questa sentenza potrebbe avere un impatto significativo sulle altre inchieste urbanistiche in corso a Milano, molte delle quali presentano elementi simili al caso Torre Milano. La strada processuale è ancora lunga, ma questo verdetto rappresenta un importante punto di riferimento per il futuro delle indagini.



