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Carenza di docenti in Lombardia: tra 25 e 28 mila supplenti necessari per il nuovo anno

La Flc Cgil definisce la Lombardia la regione più precaria d'Italia: oltre 12.000 cattedre libere, migliaia di insegnanti fuori regione e la necessità stimata di fino a 28.000 supplenti per avviare il prossimo anno scolastico.

Carenza di docenti in Lombardia: tra 25 e 28 mila supplenti necessari per il nuovo anno

La scuola in Lombardia affronta una situazione critica che mette a rischio l’avvio regolare delle lezioni: secondo il sindacato Flc Cgil e quanto riportato da la Repubblica in un articolo di Margherita Abis, la regione si trova a dover gestire migliaia di posti vacanti e un’alta percentuale di insegnanti precari.

Il sindacato sottolinea come, dopo le operazioni di mobilità, siano emersi numeri preoccupanti: 1.961 docenti hanno lasciato la Lombardia mentre soltanto 256 sono entrati, e restano disponibili circa 12.082 cattedre per le immissioni in ruolo. Di conseguenza, per garantire l’organizzazione delle classi, saranno necessari un gran numero di supplenti.

Dimensione del problema

Il primo elemento da considerare è la portata numerica della carenza: la stima della Flc Cgil indica che potrebbero servire tra i 25.000 e i 28.000 supplenti per coprire i posti al momento scoperti. Questa previsione sintetizza l’urgenza gestionale che le scuole lombarde dovranno affrontare in vista dell’avvio del nuovo anno scolastico.

Flussi di mobilità e perdita di personale

Le operazioni di mobilità hanno fatto emergere una tendenza negativa: su quasi duemila trasferimenti in uscita, solo un quarto circa è rientrato o si è spostato nella regione. Il saldo degli spostamenti — 1.961 docenti usciti rispetto a 256 entrati — mostra come sia difficile trattenere personale educativo sul territorio lombardo.

Settori più colpiti: primaria e sostegno

Tra le discipline e le aree più critiche la scuola primaria e il sostegno presentano le difficoltà maggiori. In particolare, la Lombardia concentra circa il 40% dei posti di sostegno vacanti a livello nazionale, una percentuale che spiega la pressione sulle risorse dedicate agli studenti con disabilità.

Impatto sugli studenti con disabilità

Il contesto assume una rilevanza sociale se si considera che nelle scuole della regione sono presenti oltre 61.000 studenti con disabilità. Secondo il sindacato, gli organici attuali non sono sufficienti per rispondere alle esigenze di questo bacino di alunni, rendendo indispensabile un incremento delle cattedre di sostegno rispetto a quanto previsto dalle assegnazioni attuali.

Perché serviranno così tanti supplenti

Il ricorso massiccio alle supplenze non è soltanto una conseguenza numerica: è anche la conseguenza di assunzioni insufficienti a coprire immediatamente tutte le cattedre disponibili e del fenomeno della precarietà che caratterizza il sistema regionale. Il dato sintetico del sindacato è chiaro: «Serviranno fino 28 mila supplenti», una previsione che mette in luce la portata dell’emergenza.

Scenari possibili e rischi organizzativi

Se la stima della Flc Cgil dovesse confermarsi, molte classi potrebbero partire con personale non titolare, con impatti su continuità didattica, programmazione e supporto agli alunni più fragili. La situazione potrebbe inoltre generare un aumento della pressione amministrativa sulle scuole chiamate a reclutare temporaneamente il personale necessario.

In sintesi, la Lombardia si trova in una condizione che combina esigenze numeriche, mobilità del personale e specifiche carenze nel sostegno. Le cifre raccolte e riportate da la Repubblica e dalla Flc Cgil delineano uno scenario che richiederà risposte rapide e mirate per evitare che l’anno scolastico parta con gravi discontinuità organizzative.

Il tema, oltre a essere di natura tecnica per la gestione del personale, assume una forte connotazione sociale: garantire il diritto allo studio e il supporto agli studenti con disabilità passa infatti attraverso decisioni sulle immissioni in ruolo e sulle politiche di reclutamento che si prenderanno nei prossimi mesi.

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