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Data center in Lombardia: emendamenti di Mazzali per accordi territoriali e efficienza

La consigliera Barbara Mazzali (Forza Italia) propone emendamenti al PDL 150 per collegare gli insediamenti dei data center a regole che favoriscano sostenibilità, vantaggi locali e controllo pubblico

Data center in Lombardia: emendamenti di Mazzali per accordi territoriali e efficienza

Negli ultimi mesi il tema dei data center è tornato al centro del dibattito pubblico in Lombardia. In questo contesto la consigliera regionale Barbara Mazzali di Forza Italia ha depositato una serie di emendamenti al PDL 150, collegato al PDL 123, con l’obiettivo di rendere gli insediamenti tecnologici più compatibili con le esigenze del territorio. Le proposte mirano a combinare sviluppo economico e tutela ambientale, introducendo strumenti concreti per monitorare impatti e vantaggi.

Il testo degli emendamenti enfatizza la necessità di collegare le autorizzazioni a misure operative: dall’obbligo di contratti con amministrazioni locali fino a criteri stringenti per il risparmio energetico. L’intento è chiaro: favorire investimenti che siano remunerativi ma anche sostenibili e percepiti come utili dalle comunità che ospitano gli impianti. La discussione in Consiglio regionale si concentra quindi su come bilanciare innovazione e interesse pubblico senza frenare gli investimenti.

Proposte principali e struttura degli emendamenti

Gli emendamenti presentati dalla consigliera pongono l’accento su tre pilastri: accordi territoriali, efficienza energetica e una governance più robusta. I documenti suggeriscono che ogni nuovo insediamento debba stipulare intese formali con i comuni interessati, prevedendo ricadute occupazionali, misure ambientali e contributi per opere pubbliche. A livello normativo si propone di inserire criteri di valutazione dell’impatto che non siano solo economici, ma anche sociali e ambientali, per evitare che il territorio sia solo sede passiva di infrastrutture.

Accordi territoriali: cosa significano

Con il termine accordi territoriali gli emendamenti intendono definire intese operative tra imprese e amministrazioni locali che regolamentino benefici e responsabilità. In pratica, questi accordi dovrebbero stabilire condizioni chiare su occupazione locale, indennizzi, gestione dei servizi e procedure per il ripristino ambientale. L’obiettivo è evitare che gli insediamenti restino fenomeni isolati: attraverso clausole vincolanti le comunità possono ottenere vantaggi diretti, mentre le aziende acquisiscono certezza giuridica e sociale, creando un rapporto di collaborazione strutturato.

Efficienza energetica e governance rafforzata

Un altro nucleo degli emendamenti riguarda l’efficienza energetica, con limiti e requisiti per il consumo e l’uso di fonti rinnovabili. Si propone che i progetti dimostrino misure di risparmio e piani per il riciclo del calore disperso, incoraggiando soluzioni che trasformino un potenziale problema in opportunità, come l’uso del calore di scarto per teleriscaldamento. La governance rafforzata invece punta a istituire meccanismi di controllo e coordinamento tra regione, enti locali e imprese, con report periodici e monitoraggi indipendenti.

Strumenti per la trasparenza e il controllo

Per aumentare la trasparenza gli emendamenti propongono obblighi di pubblicazione dei dati di consumo e di impatto, la creazione di tavoli tecnici e la partecipazione dei cittadini nelle fasi decisive. L’idea è di non affidare tutto al mercato ma di definire paletti e responsabilità condivise: il controllo pubblico diventa così uno strumento per garantire che gli insediamenti dei data center producano benefici verificabili e non solo promesse non vincolanti.

Implicazioni pratiche e prossimi passi

Se approvati, gli emendamenti modificherebbero l’iter autorizzativo, rendendo più stringenti le condizioni per l’insediamento e chiedendo una maggiore partecipazione delle amministrazioni locali nella fase decisionale. Questo approccio può rallentare tempistiche rispetto a procedure semplificate, ma secondo i proponenti assicura una distribuzione più equa dei vantaggi e la riduzione dei costi esterni dovuti a impatti ambientali. Il dibattito in Consiglio regionale rimane aperto e le modifiche saranno valutate anche alla luce del confronto con enti e operatori del settore.

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