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Milano‑Bicocca celebra 28 anni con Arisa e Paolo Jannacci e focus sulla ricerca

Milano‑Bicocca apre il campus il 10 giugno 2026 per una giornata gratuita con <strong>Arisa</strong>, <strong>Paolo Jannacci</strong> e interventi di giovani ricercatori che illustrano la loro idea di futuro

Milano‑Bicocca celebra 28 anni con Arisa e Paolo Jannacci e focus sulla ricerca

L’Università di Milano‑Bicocca festeggia il suo ventottesimo anniversario con una giornata che mescola musica, scienza e partecipazione pubblica. L’appuntamento è fissato per il 10 giugno 2026 e si svolgerà principalmente nell’Auditorium Guido Martinotti (edificio U12) e negli spazi del U6 Agorà. Il programma, intitolato Shaping the future – Festeggiamo chi siamo, costruiamo ciò che saremo, prevede momenti musicali con Arisa e Paolo Jannacci, presentazioni di giovani docenti e ricercatori, oltre a un percorso espositivo che racconta progetti e visioni dell’ateneo.

La manifestazione è pensata come un ponte tra il lavoro di laboratorio e la città: agli appuntamenti in Auditorium si affiancano incontri, dialoghi e una mostra a cura della comunità accademica. Gli eventi sono gratuiti e aperti al pubblico previa iscrizione, con l’obiettivo di rendere più accessibile la ricerca e stimolare il confronto tra studenti, docenti e cittadini. Sul palco si alterneranno momenti performativi e riflessioni istituzionali per raccontare non solo un compleanno, ma anche un’identità in costruzione.

Programma della giornata

La giornata del 10 giugno si articola su tre finestre principali: alle 11 Arisa si esibirà e dialogherà con il giornalista Andrea Laffranchi; alle 13 è previsto un rinfresco nell’U6 Agorà per favorire l’incontro tra pubblico e comunità universitaria; alle 18 Paolo Jannacci terrà il concerto Piano Solo. Le due sessioni in Auditorium saranno introdotte dal rettore Marco Emilio Orlandi, che aprirà i momenti pubblici e darà il benvenuto alla città. L’assetto orario è pensato per ospitare sia chi arriva da fuori campus sia chi già frequenta l’ateneo.

Gli interpreti e i formati

Arisa proporrà uno showcase alternato a una conversazione con Andrea Laffranchi, un formato che mescola esibizione e racconto personale per creare un contatto diretto con il pubblico. Nel tardo pomeriggio Paolo Jannacci presenterà Piano Solo, concerto in cui il silenzio dell’ascolto valorizza la dimensione musicale intima. La scelta degli artisti punta a unire un linguaggio immediato e riconoscibile alla comunicazione istituzionale dell’ateneo, sfruttando la musica come strumento di engagement verso temi scientifici e formativi.

Ricerca, identità e futuro

Il cuore dell’evento è costituito dalle testimonianze di giovani professori, ricercatori e studenti che porteranno sul palco le loro idee su come affrontare sfide future. Le presentazioni saranno collocate nel contesto della Terza Missione, ovvero il rapporto con il territorio e il trasferimento di conoscenza verso imprese e comunità, con l’intervento del prorettore Luca Beverina. Un percorso di pannelli espositivi all’U6 Agorà espande la narrazione oltre il tempo breve degli interventi, trasformando contenuti e volti in un archivio temporaneo accessibile a tutti.

La funzione pubblica della festa

Accostare musica e ricerca è una scelta strategica: la festa diventa uno strumento di public engagement che abbassa la soglia d’ingresso alla conoscenza senza banalizzarla. Documentare progetti, mostrare volti e raccontare percorsi di ricerca serve a restituire alla cittadinanza la concretezza dell’attività accademica, mettendo in relazione risultati scientifici e impatto sociale. La formula scelta dall’ateneo mira a costruire un dialogo che duri oltre la singola giornata.

Informazioni pratiche e contesto storico

L’accesso agli eventi è gratuito ma richiede iscrizione preventiva attraverso i canali ufficiali dell’Università per consentire una gestione ordinata degli spazi. La sede principale degli appuntamenti è l’Auditorium Guido Martinotti (U12), mentre il rinfresco e il percorso espositivo si tengono nell’U6 Agorà in piazza dell’Ateneo Nuovo. Si raccomanda ai partecipanti di verificare eventuali aggiornamenti sul sito istituzionale prima di raggiungere il campus, soprattutto per questioni logistiche e capienza.

La scelta della data non è casuale: il riferimento al 10 giugno 1998 rimanda al decreto ministeriale che istituì la Seconda Università degli Studi di Milano, atto da cui prende origine l’attuale denominazione sancita dal decreto del 12 marzo 1999. Il compleanno del 2026 coincide inoltre con il primo anno di mandato del rettore Marco Emilio Orlandi (insediato nel periodo precedente), segnando l’inizio di una fase nuova nella governance e nell’indirizzo pubblico dell’ateneo.

In sintesi, la celebrazione dei 28 anni di Milano‑Bicocca è pensata come una finestra sulla capacità dell’università di comunicare la propria ricerca e il proprio ruolo sociale attraverso linguaggi aperti e accessibili: dalla musica agli stand espositivi, passando per i dialoghi con giornalisti e rappresentanti istituzionali, l’obiettivo è rendere visibile ciò che l’ateneo costruisce ogni giorno.

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