20 Settembre 2026 ☁ 26°

Riapre la Milano-Bologna: la rete ferroviaria italiana sotto pressione

Dopo una settimana di interruzioni, la linea Alta Velocità Milano-Bologna è tornata operativa. Scopri come i cantieri estivi stanno influenzando i viaggi in treno e cosa aspettarsi nei prossimi mesi.

Riapre la Milano-Bologna: la rete ferroviaria italiana sotto pressione

L’estate 2026 si sta rivelando un periodo di grandi trasformazioni per la rete ferroviaria italiana. La riapertura della linea Alta Velocità Milano-Bologna, dopo una settimana di lavori, segna un passo avanti significativo, ma non risolve completamente le sfide che i viaggiatori devono affrontare quotidianamente.

La linea Milano-Bologna è tornata operativa martedì 18 agosto, con il primo treno, il Frecciarossa 9505, partito da Milano alle 4.55 diretto a Napoli. Questo evento segna la fine di una delle interruzioni più visibili di un’estate ferroviaria caratterizzata da numerosi cantieri, deviazioni e rallentamenti.

I cantieri che stanno trasformando la rete

I lavori sulla linea Milano-Bologna hanno coinvolto la sostituzione di sei deviatoi tra Piacenza e Milano. Oltre cento tecnici, insieme a imprese appaltatrici, hanno lavorato con mezzi d’opera, autogrù e attrezzature specialistiche. Ogni deviatoio, lungo circa 140 metri e pesante 200 tonnellate, è stato suddiviso in cinque parti per facilitarne la movimentazione.

Durante la chiusura, i treni dell’Alta Velocità sono stati instradati sulla linea convenzionale. Anche con la riapertura, i tempi non torneranno immediatamente a regime: fino al 28 agosto, i convogli percorreranno il tratto a velocità progressivamente crescente, fino a raggiungere quella massima consentita.

Il quadro complessivo della rete ferroviaria

Rete Ferroviaria Italiana (RFI) gestisce circa 1.300 cantieri attivi ogni giorno, tra nuove opere, manutenzione e interventi tecnologici. Gli investimenti nel 2026 ammontavano a circa 11,6 miliardi di euro. Le interruzioni programmate sono aumentate del 115% rispetto al 2026, una conseguenza della scelta di concentrare gli interventi in finestre temporali più lunghe, soprattutto nei periodi di minore traffico.

Per i passeggeri, questo significa treni cancellati o ridotti, percorsi alternativi, autobus sostitutivi e tempi di viaggio più lunghi. Il nodo di Firenze è uno degli esempi più significativi, con interruzioni della circolazione e una forte riduzione dell’offerta ferroviaria. In alcune fasi, i collegamenti sono stati dimezzati, e i treni tra Roma e Milano-Torino hanno dovuto utilizzare la linea Tirrenica, con aumenti dei tempi di viaggio che possono arrivare a due ore e mezza.

Il calendario degli interventi e le implicazioni per i viaggiatori

Il calendario di agosto restituisce la dimensione del problema. Sulla Milano-Venezia, la circolazione è stata interrotta tra Verona e Vicenza per consentire gli interventi legati all’attraversamento ferroviario di Vicenza e alla stazione di Montebello. Sulla Milano-Genova, i lavori sul Ponte sul Po rappresentano uno degli interventi più pesanti, con la linea completamente chiusa nella fase più impattante.

La direttrice Firenze-Roma è interessata da lavori dal 10 al 28 agosto, con i treni AV deviati sulla linea convenzionale tra Chiusi e Orvieto. La logica è chiara: concentrare le interruzioni nei periodi in cui la domanda è più bassa, sfruttando l’estate per fare lavori che sarebbero molto più difficili da realizzare con una rete a pieno regime.

La modernizzazione della rete, per essere completata, deve inevitabilmente passare attraverso una fase di forte pressione sulla rete stessa. Ma il punto per i passeggeri non è contestare la necessità dei cantieri: è capire quanto questa fase durerà, quanto saranno prevedibili i disagi e soprattutto se l’aumento degli investimenti riuscirà davvero a tradursi, una volta terminati i lavori, in una rete più affidabile e in tempi di percorrenza più stabili.

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