L’aumento dei prezzi dei carburanti sta mettendo a dura prova le famiglie italiane e il governo. Con la benzina che supera i 2 euro al litro in molte città e picchi oltre 2,6 euro a Milano, la pressione sulle istituzioni è in costante crescita. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha convocato il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti per valutare nuove misure, ma le critiche delle opposizioni non si fanno attendere.
Il caro carburante è diventato un tema centrale per il governo, che deve fare i conti con un aumento dei prezzi che rischia di mettere in ginocchio famiglie e imprese. Le accise mobili, un meccanismo che permette di ridurre le tasse sui carburanti finanziato con l’aumento dell’Iva sul petrolio, sono al centro del dibattito. Tuttavia, questo strumento offre una riduzione dei prezzi limitata e ritardata, il che non soddisfa le aspettative delle opposizioni.
Le critiche delle opposizioni
Le opposizioni non perdono occasione per criticare l’immobilismo del governo. La segretaria del Pd Elly Schlein ha chiesto un intervento urgente, sottolineando che il governo ha perso tempo con altre questioni, come la legge elettorale. Anche l’esponente M5s Chiara Appendino ha attaccato direttamente il ministro Adolfo Urso, accusandolo di non aver fatto nulla per risolvere il problema.
Secondo il Codacons, tra luglio e agosto gli italiani spenderanno quasi 2 miliardi di euro in più per fare rifornimento. Le opposizioni chiedono al governo di attivare le accise mobili per ridurre immediatamente i prezzi della benzina e del diesel. Schlein ha anche ricordato che il governo aveva promesso di abolire le accise, chiedendo come possa oggi opporsi a questo provvedimento.
Le misure del governo
Il governo ha già adottato misure per calmierare i prezzi dei carburanti, come il taglio delle accise. Tuttavia, queste misure sono costate miliardi di euro alle casse dello Stato e non sono più sostenibili. Le accise mobili, introdotte dal governo Prodi nel 2008 e riformate da Meloni nel 2026, potrebbero essere una soluzione, ma il loro effetto è limitato e ritardato.
Il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso ha dichiarato che i prezzi dei carburanti in Italia sono aumentati meno che negli altri Paesi europei. Tuttavia, questa affermazione non sembra convincere le opposizioni, che continuano a chiedere interventi più decisi e immediati.
Le proteste delle imprese
Non solo le famiglie, ma anche le imprese stanno risentendo del caro carburante. Confimprenditori ha avvertito che le imprese sono al collasso a causa dei costi aggiuntivi per elettricità, gas e carburanti. Anche l’autotrasporto guarda con preoccupazione alle accise mobili, che potrebbero non essere sufficienti a risolvere il problema.
Il governo ha promesso di intervenire tempestivamente ed efficacemente, ma le opposizioni continuano a chiedere azioni concrete. La situazione è critica e richiede soluzioni immediate per alleviare la pressione sulle famiglie e sulle imprese italiane.



