Nel tessuto urbano dei Navigli a Milano si è avviata una sperimentazione che mette al centro le cargo e-bike. Progettata per affrontare gli vincoli delle strade strette, delle zone a traffico limitato e degli ingorghi, l’iniziativa punta a determinare se questi mezzi possono sostituire in modo efficace alcuni percorsi tradizionalmente svolti da furgoni e auto. Adottata da Poste Italianela prova mira a raccogliere dati operativi e a valutare l’impatto ambientale nel cuore della città.
Le biciclette da carico impiegate nella sperimentazione sono caratterizzate da dimensioni e dotazioni specifiche: una capacità di carico pari a 700 litriun limite di portata fino a 100 chilogrammi e la presenza di tre ruote per incrementare la stabilità durante le manovre. La velocità massima è vincolata a 25 chilometri orarirequisito che rende questi veicoli compatibili con il traffico urbano e con la normativa che regola le e-bike per il trasporto merci leggere.
Sensori e sistemi di bordo per consegne più sicure
Oltre alle specifiche di carico, i mezzi sono dotati di una serie di tecnologie pensate per la sicurezza e l’affidabilità operativa: sensori e radar per il rilevamento di ostacoli, sistemi avanzati per la frenata assistitamonitoraggio degli pneumatici e sistemi di recupero di energia in frenata. Alcuni modelli integrano anche pannelli fotovoltaici per supportare i consumi elettrici accessori, riducendo l’impatto energetico complessivo durante il servizio di recapito.
Ruolo delle tecnologie nella logistica urbana
L’uso di questi dispositivi permette di raccogliere informazioni utili sulla vivibilità delle strade e sull’affidabilità del mezzo nelle condizioni reali di consegna. Il monitoraggio continuo delle prestazioni e dei consumi consente di valutare l’efficacia dei sistemi di recupero energetico e l’utilità dei pannelli fotovoltaici, oltre a fornire dati utili per definire protocolli di manutenzione e sicurezza specifici per le cargo e-bike impiegate nella consegna postale e dei pacchi.
Collaborazione con MoST e il Politecnico di Milano
Il progetto è stato sviluppato in collaborazione con il Centro nazionale per la Mobilità sostenibile MoST e con partner accademici e industriali, tra cui il Politecnico di Milano. Dopo prove iniziali condotte in Toscana e in Pugliala sperimentazione è ora attiva a Milano per misurare la performance dei veicoli in un contesto cittadino denso e complesso come quello dei Navigli.
La collaborazione tra istituzioni, atenei e operatori logistici permette di integrare competenze diverse: dalla progettazione meccanica e software fino all’analisi dei flussi e alla valutazione degli impatti ambientali. I dati raccolti saranno utili non solo per ottimizzare il servizio locale, ma anche per definire possibili estensioni del modello in altre aree urbane.
Il duplice obiettivo dichiarato dall’iniziativa è quello di aumentare l’efficienza delle consegne nell’ultimo miglio e di ottenere informazioni concrete per progettare una mobilità urbana più sostenibile. Questo esperimento si inserisce nella strategia più ampia dell’azienda di incrementare la presenza di mezzi a basse emissioni nella propria flotta: già oggi oltre la metà dei veicoli utilizzati per il recapito è composta da soluzioni green, e l’introduzione delle cargo e-bike potrebbe ridurre ulteriormente l’impatto ambientale nelle zone centrali.
Nel complesso, la sperimentazione ai Navigli rappresenta un caso concreto di come la logistica urbana stia evolvendo verso soluzioni meno invasive per la città, integrando tecnologie di bordo e collaborazioni istituzionali per verificare sul campo la fattibilità operativa delle nuove piattaforme di delivery.



