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Osservatorio per la legalità nella logistica: intesa tra associazioni e sindacati

Un'intesa firmata il 04 maggio 2026 per istituire un osservatorio che coordini contrasto all'illegalità, protezione dei lavoratori e qualità delle imprese nel comparto della logistica

Osservatorio per la legalità nella logistica: intesa tra associazioni e sindacati

Il 04 maggio 2026 è stata formalizzata a San Giuliano Milanese la costituzione dell’Osservatorio Territoriale della Logistica, Trasporto Merci e Spedizioni, frutto di un’intesa tra sigle datoriali e sindacati confederali. L’accordo nasce dall’esigenza di riportare ordine in un settore caratterizzato da forte frammentazione e dalla presenza di sigle autonome, con l’obiettivo di ricondurre le relazioni industriali entro regole condivise e contratti collettivi.

In questa fase iniziale l’attenzione è rivolta soprattutto alla provincia di Milano e all’area lombarda.

La scelta di creare un organismo paritetico è motivata dalla volontà di avere un presidio operativo capace di intervenire su sicurezza, legalità e formazione. L’Osservatorio si propone come punto di riferimento per affrontare fenomeni come il dumping contrattuale, l’abusivismo e possibili infiltrazioni criminali, offrendo strumenti di monitoraggio e dialogo tra le parti sociali. L’intesa mette al centro la tutela dei lavoratori e la valorizzazione delle imprese che rispettano le regole.

Chi ha sottoscritto l’intesa

L’accordo è stato firmato da rappresentanti di ANIT-Federtraslochi e Assotir, insieme alle organizzazioni sindacali FILT-CGIL, FIT-CISL e UILTRASPORTI Lombardia. Questa composizione intende favorire un confronto stabile tra chi rappresenta le imprese e chi tutela i lavoratori, creando un canale istituzionalizzato per la risoluzione delle criticità. La partecipazione congiunta delle parti istituisce un quadro in cui la contrattazione collettiva nazionale e le regole operative diventano punti di riferimento per le pratiche quotidiane del settore.

Le motivazioni delle parti

I firmatari hanno sottolineato motivazioni diverse ma convergenti: le associazioni datoriali vedono nell’Osservatorio uno strumento per sostenere le aziende corrette e rafforzare la concorrenza leale, mentre i sindacati puntano a difendere i livelli occupazionali e le tutele contrattuali. Sullo sfondo c’è la volontà condivisa di combattere forme di abusivismo e di offrire percorsi di integrazione e formazione per le maestranze, anche in presenza di lavoratori di diversa origine etnica.

Obiettivi e ambito operativo

Il nuovo organismo avrà un ruolo multifunzionale: monitorare la sicurezza sul lavoro, contrastare pratiche illegali e possibili infiltrazioni, promuovere percorsi di upskilling e contribuire alla definizione di contratti di secondo livello. L’azione si concentrerà in primo luogo sull’area metropolitana milanese e su tutta la Lombardia, ma potrà costituire un modello replicabile in altre realtà territoriali. Servirà inoltre a raccogliere dati e segnalazioni per intervenire tempestivamente dove emergono criticità.

Azioni operative previste

Tra le attività annunciate figurano la verifica delle condizioni di discontinuità contrattuale, la predisposizione di RLS territoriali e la composizione delle eventuali vertenze. L’Osservatorio si propone come polo di mediazione per i conflitti industriali e come ente promotore di campagne formative rivolte sia ai lavoratori sia ai datori di lavoro, con l’obiettivo di elevare la qualità dell’occupazione e ridurre l’incidenza di pratiche non conformi alle normative vigenti.

Impatto atteso e reazioni

I rappresentanti sindacali, come Guglielmo Ruggero di FILT-CGIL, hanno definito l’iniziativa un presidio strategico per la legalità e la qualità del lavoro, mentre i referenti di Assotir e ANIT-Federtraslochi hanno espresso soddisfazione per la possibilità di sostenere le imprese virtuose. Le dichiarazioni congiunte sottolineano che il successo dell’Osservatorio dipenderà dalla capacità di rendere operative le funzioni previste e di favorire una partecipazione attiva delle parti interessate.

Se riuscirà a tradurre intenti in interventi concreti, l’Osservatorio potrà contribuire a ridurre la frammentazione del comparto e a rafforzare la fiducia tra imprese e lavoratori. Rimane centrale il monitoraggio continuo e la trasparenza nei processi decisionali, così da garantire che l’azione sia realmente orientata alla tutela della legalità, alla promozione di contratti corretti e alla valorizzazione delle competenze professionali nel settore della logistica e del trasporto merci.

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