×

Mozione del Pd sulle rsa in Lombardia: proposte per tariffe, Alzheimer e personale

Il Pd ha depositato la mozione MOZ 457 per riformare le rsa lombarde: misure economiche, attenzione all'Alzheimer e revisione dei criteri di accreditamento

La Regione Lombardia affronta criticità nelle residenze sanitarie assistenziali (RSA), con posti letto saturi e utenza sempre più complessa. Le tariffe attuali non coprono i costi reali. Per sollecitare una riforma organica, il gruppo del Partito Democratico ha depositato la mozione MOZ 457, a prima firma del consigliere Davide Casati, sottoscritta dall’intero gruppo.

Cosa prevede la mozione

L’atto, depositato il 25 febbraio 2026, si articola in dieci punti. Le misure toccano tariffe, gestione dei casi di Alzheimer, organizzazione del personale e potenziamento delle infrastrutture. La mozione chiede interventi immediati e una riforma strutturale del sistema delle RSA.

Contesto e problemi segnalati

Secondo il documento, la saturazione dei posti letto limita la risposta assistenziale. L’utenza presenta bisogni clinici e sociosanitari più complessi. Le tariffe non sono adeguate ai costi sostenuti dalle strutture, creando squilibri economici e organizzativi.

Iniziativa politica

La mozione è stata depositata in consiglio regionale dal Partito Democratico come proposta unitaria. Il testo sollecita valutazioni e interventi tempestivi da parte della giunta regionale. Restano da definire tempi e modalità di attuazione.

Ultimo dato: l’atto è stato presentato il 25 febbraio 2026 e rappresenta il primo passo formale verso una possibile riforma del settore.

La fotografia della situazione attuale

La mozione aggiorna il quadro delle residenze socio-sanitarie in Lombardia, dove si contano 739 RSA e oltre 68.500 posti letto autorizzati. Il documento segnala un tasso di saturazione superiore al 98%, una popolazione anziana in crescita e proiezioni ISTAT che rilevano un aumento degli over 80. Negli ultimi quattro anni le rette a carico delle famiglie sono aumentate del 16,4%, incremento che il Partito Democratico attribuisce alla discrepanza tra finanziamenti regionali e costi di gestione. La composizione clinica degli ospiti è cambiata: oltre il 61% presenta grave compromissione cognitiva e circa il 44% degli assistiti in regime SSN ha diagnosi di demenza o Alzheimer, con conseguente aumento dell’intensità delle cure richieste.

I criteri di accreditamento da aggiornare

La mozione del PD denuncia l’obsolescenza delle soglie di assistenza e chiede una revisione dei criteri di accreditamento. Attualmente la soglia minima prevista è di 901 minuti settimanali per ospite. Secondo il documento, tali valori non tengono conto della crescente complessità clinica e dell’aumento delle cure richieste, determinati anche dalla diffusione di patologie cognitive. Si propone di rivedere il minutaggio assistenziale e di aggiornare le regole, molte delle quali risalgono a oltre vent’anni fa. La mozione indica inoltre l’opportunità di favorire il settore non profit nell’assegnazione dei prossimi accreditamenti, considerato il suo peso nell’offerta regionale. Il testo richiede alla giunta regionale un confronto tecnico per adeguare standard e finanziamenti alle necessità effettive degli ospiti.

Le proposte economiche e organizzative

Il testo, che segue la richiesta di un confronto tecnico alla giunta regionale, presenta misure mirate al settore delle residenze per anziani. Propone un incremento progressivo delle tariffe pro capite riconosciute alle RSA e l’espansione dei posti letto nei nuclei Alzheimer. L’obiettivo dichiarato è ridurre la quota di compartecipazione a carico degli ospiti e delle loro famiglie, evitando che rette ordinarie coprano oneri sanitari di competenza pubblica.

In dettaglio la mozione prevede un aumento del 5% annuo delle tariffe pro capite per il triennio 2026-2028 e la crescita del 10% dei posti letto convenzionati nei nuclei Alzheimer. Si chiede inoltre l’estensione del rimborso dei farmaci prescritti nelle RSA alle medesime condizioni previste per i pazienti a domicilio e il rilancio del FRISL per interventi di adeguamento strutturale. La giunta regionale è stata invitata ad avviare il confronto tecnico per adeguare standard e finanziamenti alle esigenze rilevate.

Servizi di orientamento e valorizzazione del non profit

In seguito all’invito alla giunta regionale a avviare il confronto tecnico, la mozione propone misure concrete per accompagnare le famiglie nelle scelte di inserimento residenziale. Si prevede l’istituzione di Centri di Valutazione e Prenotazione pubblici che offrano orientamento e supporto nella ricerca di soluzioni adeguate.

I centri dovrebbero garantire trasparenza sui tempi di attesa e supportare la valutazione dei bisogni sanitari e sociali. La mozione sottolinea inoltre la necessità di valorizzare il settore non profit come criterio premiante negli accreditamenti, al fine di consolidare e stabilizzare un’offerta che oggi rappresenta la maggioranza dei servizi regionali. Si attende ora l’avvio del tavolo tecnico per definire standard operativi e modalità di finanziamento.

Il nodo Alzheimer e la questione giurisprudenziale

In continuità con l’avvio del tavolo tecnico, la mozione affronta il tema delle persone con Alzheimer e altre patologie neurodegenerative. Negli ultimi anni alcune sentenze hanno riconosciuto alle famiglie l’esonero dalla retta mensile per prestazioni con elevata integrazione sanitaria.

La pronuncia giurisprudenziale impone che tali prestazioni siano a carico dello Stato, secondo i giudici che hanno esaminato casi specifici. Tale orientamento ha creato una incertezza gestionale nelle strutture residenziali.

Le direzioni delle strutture segnalano il rischio di costi non compensati e di contenziosi prolungati. Alcune strutture hanno già avviato ricorsi o affrontato lunghe procedure giudiziarie per la definizione delle competenze economiche.

Il Partito Democratico chiede alla Regione di emanare linee guida chiare sui criteri di rimborso e sull’attribuzione della responsabilità finanziaria. Inoltre, il PD sollecita stanziamenti mirati per le strutture che hanno già sostenuto spese in esito a pronunce giudiziarie.

Tra le misure proposte figurano l’istituzione di un fondo per la copertura dei costi retroattivi e la definizione di protocolli valutativi multidisciplinari. Le proposte mirano a uniformare l’applicazione delle prestazioni socio-sanitarie e a ridurre il contenzioso.

Si attende che il tavolo tecnico definisca standard operativi e criteri di finanziamento. La Regione è chiamata a tradurre gli indirizzi politici in atti amministrativi per garantire stabilità alle strutture e tutela agli assistiti.

Una proposta finanziaria concreta

La Regione è chiamata a tradurre gli indirizzi politici in atti amministrativi per garantire stabilità alle strutture e tutela agli assistiti. La mozione stima un impegno di 65 milioni di euro l’anno per tre anni, cifra che il Partito Democratico definisce sostenibile e pari allo 0,2% del bilancio regionale.

I proponenti indicano l’intervento come necessario sul piano normativo, per aggiornare criteri e requisiti rimasti invariati, e sul piano della sostenibilità economica, per tutelare le famiglie e la tenuta delle strutture che erogano servizi essenziali. Le proposte contenute nella MOZ 457 avviano un confronto politico e tecnico sul futuro delle RSA, con misure che vanno dall’adeguamento delle tariffe alla gestione dell’Alzheimer, fino al rilancio degli investimenti infrastrutturali e alla revisione dei criteri di accreditamento.

La fase successiva prevede l’avvio del tavolo tecnico e il monitoraggio degli esiti per valutare l’attuazione delle misure e l’impatto sui servizi agli utenti e alle famiglie.

Leggi anche