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Inter, ennesimo tonfo: ma questa volta pure dei tifosi

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E’ giustificato contestare duramente una squadra, l’Inter, che negli ultimi anni ha vinto tutto? Rimango dell’idea che la ‘prostituzione intellettuale’ di chi invoca Mourinho non sia diversa da quella che ha portato gli juventini a invocare Moggi

I tifosi dell’Inter che sbraitano contro una squadra e una dirigenza che ha regalato loro le uniche gioie di una ‘vita da mediocri’ sono davvero incomprensibili.

Appena poco di più di un anno è passato dal triplete dei poveri, quello dei ‘campioni del mondo’ contro una formazione di sconosciuti congolesi. Ma tant’è. Si sa…

Il tifo interista è bizzarro e molto, ma molto particolare. Quando si perde tutti a casa, o a ringhiare bestemmie in faccia agli osannati ‘eroi’ che fino a poche giornate fa avevano fatto sognare la più incredibile delle rincorse scudetto. Riconoscenza zero. Eppure dell’Inter che invece, ben più seriamente si laureò campione d’Europa non più tardi del 22 maggio 2010 sono rimasti in molti: a memoria cito Julio Cesar, Maicon, Lucio, Cordoba, Samuel, Chivu, Zanetti, Cambiasso, Snejider e Milito.

Più briciole. Ma è storia.

Così come sono storia i motorini gettati giù dagli spalti, i seggiolini in campo dopo il ko contro l’Alaves, le spedizioni punitive a bordo del pullman della squadra nell’anno dello ‘scudetto di cartone’. Poi, lungo il lasso di tempo del ‘ciclo di Guido Rossi’, eccoli lì, tutti campioni. Leggende dello sport, più forti dell’ingiustizia, anche se le sconfitte erano fatte di sei pere in saccoccia.

L’importante in casa Inter è comunque solo vincere, non importa come e grazie a chi. L’importante è dire, più o meno “te l’ho messo in culo”, scusate il francesismo. Ricordiamo ancora tutti il signorile gesto dell’ombrello di patron Massimo Moratti in un derby, l’uomo in fuga a mezz’ora dalla fine, perché l’importante è stare a fianco dei ragazzi. E allora chissenefrega, invochiamo tutti José Mourinho, lo ‘special Uan’, uno squallido personaggio che una squadra seria, il Real Madrid, probabilmente metterà alla porta.

Uno spirito davvero sportivo. Uguale a quello che ha spinto altri ‘signori’, quelli del popolo juventino, a cui è ora bastato servire un appena decente Antonio Conte per tornare a indossare la maglia ‘carcerata’ e che fino a pochi mesi fa vedevano nel ritorno di Luciano Moggi l’unica ancora di salvezza. Insomma, in casa Inter è tornato tutto come da copione: contestazione feroce, biglie in campo, manate sulle auto dei dirigenti.

Ma davvero questo è essere tifosi? A casa mia, scusatemi tanto, ma la fede è proprio un’altra cosa. (foto: infophoto)

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